pensieri sparsi


…….

 
qui
ho lasciato 
speranze
sogni
ricordi
dolore
e ora ritrovo tanta nostalgia ….
 
 

 
Ti cerco
ti trovo
ti cerco ancora.
Non ti conosco
conosco solo come mi sento
conosco solo l’attesa.
Tu sei la mia vita che non è stata
racchiudi in te le mie aspettative
i miei disinganni
la mia paura
la mia gioia.
Sei lo specchio che riflette la mia anima
la mia speranza nel futuro
l’angoscia che mi attende.
Racchiudi tutte le mie contraddizioni
le mie parole piccole e sciocche
i miei pensieri pesanti e grigi.
Sei l’impossibile che non voglio negarmi
sei solo dentro la mia testa
sei come un frastuono nelle orecchie
sei la mia musica dolce.
Ma io non so chi sei.
Io sto qui.
Sola.
E danzo
con un’immagine blu
che ha preso vita
dentro i miei occhi
chiusi.
 
 
 
 
 
 
 

 
Non c’è più tempo per incontrare
 
né posto dove lasciar parole.
 
E’ rimasto il vuoto
 
limpido e solo.
 
Schegge di pensieri
 
riflettono la lontananza.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
I sogni vanno
lontani e smarriti
nell’aria fredda
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Piccola gioia
l’inverno sorride
Trema un bacio
 
 
 
 
 
 
 

 

Solo un nome

brilla in questo sole

Tace l’inverno

 

 

 


 

Anima rara

Velata tenerezza

cela l’inverno

 

 

 


……………

 

Le parole in me

stanno nascoste

perché ognuna vorrebbe essere unica

originale

mai detta

mai pensata.

E invece sono tutte uguali

ad altre che prima sono venute.

Meglio ascoltare ….

Meglio il silenzio ….

Aspettare …

 

 

 

 


…………..

 

Con te mi sono fatta piccola.

Ho usato parole fragili e leggere

di strana e inusuale dolcezza.

Ho cullato il mio cuore al ritmo del tuo silenzio.

Ho lasciato scorrere ansie e dubbi

a levigare i miei pensieri,

come l’acqua rende lisce e bianche le pietre del fiume.

E il tempo passa ….

e si rincorrono le ore della sera ….

e vuoto resta il tuo posto ….

 

 

 

 


 

torna la notte

con stelle e riposo

calma io sto qui

 

 

 


 

Piccola spilla

succhi l’ultimo raggio

Sole donato

 

 

 

 


 

Nel buio sempre

la luce del ricordo

Profumo di te

 

 
                                                                                                                                            17  maggio
 

 

 

Vento e sole

un brivido di luce

L’anima trema

 

 

 

 

 

 

 


 

Ritorna gialla

sui rami la forsizia

Sorride per me

 

Colgo il tuo ricordo

nel tempo di un fiore

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Rami sottili

come carezze lievi

E’ primavera

 


……

 
Cuore mio, lontano, perso …

 batti ancora al ritmo della musica

 che, lieve, accompagna i passi  di  primavera ?

 Lei  presto sarà qui per ricordare agli alberi di fiorire.

 I ciliegi in fiore …

 Le albicocche dorate di sole …

 Il vento e la pioggia …

 L’ inverno, tempo sospeso, terra di mezzo …

 presto lascerà posto alla vita nuova.

 E  tu ?  Riprenderai di nuovo la tua danza ?

 Il tuo sentire, delicato e caro, tornerà

 a portare luce al buio ?

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ciao ….

 

” ti osservo in silenzio. pensami così.

una presenza costante anche se non si manifesta.

perchè ci sarò sempre.

ho scelto solo un sentiero ma ti guardo camminare sul sentiero accanto.

tu pensa che sto bene, per davvero e finalmente.

sorridimi.

Un abbraccio

fino a sentirti il cuore.

Pensami felice, sereno. vivo.

perchè sono tutto questo.”


….

 

Corro, affannata, per restare ferma

dietro una persiana socchiusa.

Che non entri troppa luce,

che il buio non dilaghi sui muri pietosi,

chinati a raccogliere silenzi,

a soffocare battiti d’ali

di un cuore stanco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Cade la pioggia
ripetendo  leggera
la  sua canzone.
 
Ogni goccia mi parla
da vita al ricordo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Ora è giunto

Brilla l’anno di nuovo

E’ ancora sera

 


Auguri …

"

Natale


……….

 

Lo sguardo a cercare un segno
nell’aria azzurra che sembra acqua.
Silenzio, come stare dietro un vetro.
Trasparente è l’assenza
cullata da lacrime che non si vedono.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Cala la notte
tutto diventa scuro
Batte il cuore

Sale piano la paura
Ansia di luce attesa

 
 
 
 
 
 
 
 

Dono

 

Chiuso nella sua scatola

dai colori indefiniti.

Regalo rubato e nascosto.

Mai potrò indossarlo

o sentirne il profumo.

Sola cullo i miei pensieri

accarezzo un involucro

fatto di amara tenerezza.

 

 

 

 


………..

 

non so …
non so più …
dove corre il tuo sguardo ?

I piedi fermi, accanto a me,
ma tu non mi vedi.
I tuoi pensieri sono oltre …

Solo resta
il ricordo di una carezza
che non tornerà …

E tu non sai …


 

 


……………………

 

c’è silenzio stasera

vorrebbe piovere, ma non si decide

qualche piccola goccia silenziosa

le nuvole coprono il cielo, ma sono ancora chiare

non si decidono

e tutto è fermo …

anche in questo piccolo spazio tutto è fermo …

io sono ferma … e anche le mie parole …

e non ho ancora capito se è attesa di una decisione

o semplicemente la decisone è già stata presa

e non c’è più nulla da attendere

solo stare …

 

 

 

 


 

Forte il tiglio

profuma l’aria estiva

Ascolto piano

 
 
 
 
 
 
 

 

E piove sempre

Tarda la primavera

Solo il cuore
 
 
 
 
 
 

 

pensieri sparsi

tra parole leggere

piccole cose
 
 
 
 
 
 

 
nascoste gemme
attendono ancora
la primavera

inutilmente cerco
chi non posso trovare

 
 
 
 
 
 

…..

 

Volevo dire a chi abitualmente mi viene a trovare, che mi sono trovata costretta a mettere i commenti in moderazione perchè il mio blog è stato invaso da commenti “strani”, in inglese e in altre lingue straniere.  Alcuni rimandavano a siti non ben precisati, altri a siti porno …

Insomma la cosa non mi piace neanche un po’.

Va bene la libertà di parola, ma il mio blog è un po’ casa mia e  non mi va di fare entrare chiunque voglia farsi pubblicità …. e allora faccio la moderatrice …. ecco.

Sbaglio ? Ma capita anche ad altri blog ?

Comunque state tranquilli: la mia casa è sempre aperta per gli amici.

Anzi mi fa un piacere immenso leggere i vostri pensieri, le vostre parole, i vostri consigli …. grazie.

 


…….

 

Queste sere sono diventate lunghe,

senza più motivo di essere.

Subito dovrebbe arrivare il mattino con il suo fare

e lasciare così cadere nel buio tutti i sogni,

tutte le promesse mai fatte e impossibili da mantenere.

 

Perdere ogni illusione, 

perchè nient’altro che di questo si tratta:

illusioni, parvenze di senso,

parole inutili e oziose,

appesantite da significati vuoti e ripetititvi

che annoiano,

sempre uguali.

 

Dolcezza  stucchevole.

Malinconia  tediosa.

Ricordo annebbiato.

 

Rabbia impotente,

soffocata nel pianto.

 

 

 

 

 


 

ieri un abbaglio di sole
promessa di gioia
nell’aria leggera
oggi il ritorno del grigio
calmo e freddo
come una stanza vuota

 

 

 

 

 


 

carezza di sole
 
nel buio dei giorni
 
il tuo piccolo saluto
 
 
 
 
 
 
 

 

non trovo più la casa
dove fermarmi
e parlare
dove sentire tenerezza
dove ascoltare
non trovo più
e sono stanca di cercare
e basterebbe poco
troppo ormai …

 

 


 

piccola gioia
mio cuore leggero
di te non so più

tu ragazzo di vento
rimani nel pensiero

 

 

 

 

 

 


 

Chi incontrerò a primavera quando i prati torneranno verdi ?
Quando il sole tornerà limpido a giocare tra le foglie chiare ?
Aspetto questa nuova primavera, l’aspetto e ne temo l’arrivo.
E odio e amo questo inverno pieno di rinunce dolorose e d’ infinite attese.
Inverno, la stagione sospesa, dove tutto riposa: 
ciò che è stato e ciò che ancora deve venire.
E in questa attesa mi fanno compagnia domande e ricordi,
che si sovrappongono, si annullano, si cercano … 
E i ricordi diventano risposte a domande che non hanno risposta.
E il sonno non arriva a portare un eco frantumato di sogno.
Solo mi rimane la dolce presenza di tante e tante parole,
carezze leggere, che risuonano continuamente nel mio cuore.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

è notte _ ora

nella culla di stelle

brilla un sogno

 

 

 

 

 


 

apro la porta _
che entri il respiro
del tuo sogno

 

 

 

 


 

bianca lacrima
caduta da un sogno
e sempre con me

 

 

 

 

 


 

piccolo fiore
nascondi un tesoro 
- sole nel cuore
 
 
 
 
 
 
 

 
non ho più nulla da darti
nulla che tu possa volere da me
e io non so cosa chiederti
so solo che mi manca l’aria se non ci sei
ma forse io porto via a te il respiro
ti soffoco con il vuoto della mia presenza
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 


per iniziare l’anno nuovo ….

 

……..

Guarderò primavere, estati, autunni, e quando
arriverà l’inverno, monotono di nevi,
chiuderò ogni finestra, ogni fessura,
e alzerò nella notte fantastiche dimore.
Là sognerò orizzonti cilestrini
e parchi, e su alabastri zampilli di fontane,
e uccelli che cinguettano sera e mattina, e baci,
e tutto quello che di più infantile
c’è nell’idillio. Tempestando ai vetri
non potrà dal mio tavolo distrarmi la Sommossa,
giacché sarò sepolto dal piacere
di evocare Primavera con la mia volontà,
di tirar fuori un sole dal mio cuore, di fare
un clima di dolcezza col fuoco dei pensieri.

 Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 


Natale … solo questo

 

 

Nascita di Gesù e visita dei pastori  (Vangelo di Luca  capitolo 2, 1-20)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».Andarono dunque senz’ indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

 


 
L’oro dell’autunno non si decide a lasciare posto all’argento dell’inverno.
Eppure tutto è pronto, il tempo è quello dovuto.
I rami rinsecchiti che tremano nel’aria,
le spine appuntite e ben visibili,
qualche bacca rossa dalla buccia raggrinzita.
Nessuna foglia fresca e umida di rugiada,
nessun petalo profumato e setoso,
nessuna promessa di gioia e piacere per chi si avvicina. 
Avvolta da questo arido abbraccio 
non voglio aprire gli occhi
non voglio vedere.
Solo sentire
la luce sulle palpebre.
E non voglio sapere se è luce d’alba
o di tramonto.
 
 

…..

 

cammino in punta di piedi tra i sentimenti

faccio attenzione a non calpestarli

cerco di metterli in ordine

nella speranza di trovare 

qualcosa per me

 

 

 

 

 

 


 

voli di foglie
oro piove sul mondo
è luce nuova
 
dorata è la strada
ma non mi porta da te

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

senza parole 

guardo il cielo freddo

trema il cuore

 
 
 
 
 
 
 

 

 

cielo d’autunno

di scuro e di luce

vesti i sogni

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

parole chiuse

profumo di petali

muore il giorno

 

 

 

 


 

foglia che trema 

trasparente nel sole

vola _ è buio

 



 

lame di luce

frantumati ricordi

di bianchi voli

 

 

 

 

 


…..

 

E’  lacerante questo sentire

questo urlo che non ha dove uscire

soffoca dentro

e nessuno capirebbe

per quanto è assurdo

inesistente

e per quanto fa male.

Basta pensare

basta cercare i perchè

basta voler trovare un modo.

Adesso vorrei soltanto non sentire

 più niente.

 

 

 

 


 

sogno nuvole

scorre l’acqua sui sassi

non ho più niente 

 

Foto: sogno nuvole<br />
scorre l'acqua sui sassi<br />
non ho più niente _</p>
<p>*stella


 

nel cielo scuro

l’aria si fa leggera

la luna vola

 

pesanti i pensieri

non trovano riposo

 

 

 

 

 

 

 


con_fusione

 

Aspetta…

Rimani un poco con me,

non lasciare che il tempo passi 

senza che io riesca a fermare i miei pensieri.

 

Ma sono pensieri travestiti da sogni 

o sogni che cercano realtà nei pensieri ?

Quale sia la differenza, io non so.

 

Un passo è reale, come una corsa o un ginocchio che si piega per salire le scale.

Una voce è reale, un canto un po’ stonato, una preghiera, un urlo di rabbia.

Le mani che cercano, che scrivono, che stringono sono reali …

 

E i pensieri  si inseguono,  ti inseguono …

si fanno mille domande, e non sanno dove andare 

e conoscono solo soluzioni impossibili e non trovano risposte.

 

E tutto è così vago.

Ma non è vago il sentire che abita sogni e pensieri

Un sentire fragile che sconvolge il poco che resta.

 

 

 

 

 

 

 


….

 

Basterebbe una parola bisbigliata e non compresa,

un riflesso strano di luce che fa immaginare persone mai conosciute,

o sentire una canzone già ascoltata di cui non ricordo il titolo,

o un profumo che richiama sensazioni labili e furtive ….

basterebbe un niente

e forse riuscirei ad aggrapparmi a qualcosa

che mi farebbe uscire da questo mare opaco e spento

che da sempre mi circonda.

 

 


………….

 

Chi trova un amico trova un tesoro.

Ma se non hai tesori da offrire non troverai neppure un amico.

E il tesoro non deve essere qualcosa di simile al denaro.

Tesoro è la parte preziosa di te che devi trovare o ritrovare.

E il resto, poi, accadrà di conseguenza …. forse. 

 


….

 

Un palloncino colorato, rotondo e gonfio

danza nell’aria sospinto da un filo di vento.

Inaspettato il ramo di un albero ferma il suo volo.

Forse una scheggia di legno,

forse il becco di un uccello curioso … 

e l’ involucro liscio e trasparente si squarcia con un botto secco.

E non resta più niente …

solo brandelli di colore appesi al ramo.

E ciò che dava forma, forza e vita 

si è dissolto … aria nell’aria …

svanendo nel vuoto.

 

E questo è ciò che accade …

Sempre.

 

*stella

 

 


….

 

 

Da sola vivo tra frammenti di vetro

avanzi taglienti di un dolore confuso

che non sa se portare in dono lacrime o gioia leggera.

I pensieri si affannano e girano

sempre fissi verso quell’unico punto

flebile luce nel buio di un mare senza onde

dove il vuoto dilaga cercando un divenire.

E scivolo sempre più lontana da tutti 

e chi mi guarda non mi vede

e non  può sapere e non può sentire.

Lacerata come carta vecchia

muovo passi incerti verso il futuro

che altro non è se non il rflesso

di un passato che non ha avuto presente.

E le risposte diventano domande prive di senso

e cerco di sciogliere i nodi che trattengono

parole d’amore, brandelli  di vita  negata

senza più tempo ne significato.

 

 

 


….

 
Non so che nome dare al mio amore.

 

Non è passione che toglie il respiro
e accorcia ore e minuti della notte.

 

Non è infatuazione improvvisa 
leggera come schiuma di mare.

 

Non è abitudine dolce
levigata dal tempo passato insieme.

 

Non è ricordo di sguardi, carezze, baci
che scivolano bruciando ogni angolo di pelle.

 

Non è musica di parole ascoltate
la sera, nel buio, prima del sonno.

 

Il mio amore è sogno 
senza tempo e spazio dove vivere,
eppure così presente e reale
che la mia vita ora è sua.

 

E le nostre mani non si sono mai sfiorate …
 
 

volare

 

ogni giorno
nei pensieri
nelle parole

la notte 
nei sogni
sempre ….

 


 

raggiungimi …
come un soffio lieve
ali di farfalla 
sul cuore di un fiore
 
 
 

 

stella lontana

ti sorride la luna

e tu non lo sai

 

 

 


 

piccola gioia
tardi sei arrivata 
lontana da me

si confonde la mente
il cuore solo ama

 

 

 

 

 

 

 

 


Coniglietto e il mare

Un coniglio bianco, piccolo e morbido saltella un po’ timoroso tra i fili d’erba. Era stato il regalo di Natale per un bimbo un po’ capriccioso che, dopo qualche tempo, si era stancato di quel piccolo coniglio dal musetto appuntito, con gli occhi neri, troppo silenzioso, sempre chiuso nella sua gabbia.

“Voglio un cane !” 

E così  Coniglietto, suo malgrado, si è ritrovato libero, in un prato.

E’ bello sentire l’erba che fa il solletico. E’ bello annusare la terra umida di mille odori.  E’ bello seguire le nuvole in cielo: sembrano grandi Bianconigli. E’ bello  mordicchiare steli dai sapori diversi. E poi prendere coraggio … e correre … e saltare … coda al vento e orecchie danzanti ….

Coniglietto si scava una piccola tana ai piedi di un grande albero. Di notte si raggomitola , stretto stretto, guarda la luna e le stelle nel cielo scuro … e si addormenta.

Al mattino il canto degli uccellini lo sveglia. I primi tiepidi raggi di sole asciugano le gocce di rugiada sulla sua morbida pelliccia.

Coniglietto ha fame e allora mangia ciuffetti d’erba tenera e quando è sazio si riposa un po’, si dà una grattatina dietro alle orecchie, una sistematina al pelo arruffato … e poi … e poi decide di andare … alla conquista del mondo !

Che ci sarà al di là della siepe che circonda il prato?

Oltre la siepe una strada di campagna, gialla e  polverosa. Coniglietto la segue per un po’.

E poi in lontananza vede  un’altra strada. Ma … è color del cielo , piena di riflessi e non sta ferma e fa rumore . Coniglietto incuriosito comincia a correre verso quella gorgogliante strada azzurra. Com’ è bella … e si muove … e corre .  Coniglietto allunga una zampetta. Acqua ?… Sì, tanta acqua che corre !!!

Coniglietto è felice. Mette allegria tutta quell’acqua rumorosa . Ad un tratto vede un tronco che scende insieme all’acqua,  galleggia. Coniglietto non ci pensa più di tanto, il tronco è li davanti a lui … non ha tempo da perdere … un salto e si ritrova a cavalcioni del tronco che oscilla pericolosamente.

Forse è stato troppo avventato, forse doveva pensarci un po’ di più prima di saltare … E adesso??

Non può tornare indietro. Il tronco sembra un po’ più stabile. Coniglietto afferrandosi con le unghie riesce a raddrizzarsi un po’ e si mette ben saldo nel mezzo, in modo da stare in equilibrio. Ecco, ora si sente più sicuro. Alza il musetto e osserva meravigliato il mondo che corre intorno a lui.

Prati immensi e verdi, lunghe file di alberi, case sparse , piccoli paesi , un bosco  e poi ancora prati dall’erba un poco più secca e ingiallita. Qua e là delle dune di sabbia. Intanto la strada azzurra è diventata più larga e tranquilla.

E poi …. là in fondo, Coniglietto vede qualcosa di strano: il cielo improvvisamente si allarga come una macchia e sembra coprire la terra . Coniglietto non capisce bene. Drizza le orecchie, sente un rumore nuovo … sciom … sciom … sciom … e poi strisce di nuvole che accarezzano la sabbia.

Ed ecco la strada azzurra non c’è più si è tuffata nel cielo ….  in un cielo d’acqua e di nuvole che danza seguendo il ritmo di  quella  nuova musica  … sembra una ninna nanna …. sciom …. sciom …. sciom …

Forse anche al sole piace questa musica perché piano piano  decide di lasciare il cielo alto, per tuffarsi anche lui nel cielo d’acqua. Ed è così contento ed emozionato che diventa tutto rosso .

Coniglietto è stanco, si sistema meglio che può sul suo tronco e si lascia cullare dalle nuvole d’acqua e dolcemente si addormenta.

Il mattino dopo i raggi del sole giocano con le nuvole d’acqua e i riflessi di luce svegliano Coniglietto. 

Si  guarda in giro, un po’ sorpreso, un po’ spaventato. Intorno a lui solo azzurro, acqua e cielo. Ma dove sono andati i prati verdi, gli alberi, l’erba ?

Scruta perplesso il cielo d’acqua che culla il suo tronco, è blu quasi trasparente. Ad un tratto vede una strana farfalla che si muove veloce nell’acqua. Non ha mai visto farfalle con tante piccole ali e una più grande che si agita lanciando in alto piccole bolle. Forse non è una farfalla … forse sì. Ecco ne arriva un’altra più piccola.  E ancora una più lenta, fa un guizzo avanti e due indietro … forse ha paura, forse non sa che fare.

I tre pesciolini scrutano incuriositi  quel piccolo fiocco di pelo bianco che se ne va a spasso per il mare a cavalcioni di un tronco.

“Ma secondo te è un pesce ? “ chiede Piccolopesce a  Pescedubbio

“Un pesce ? Forse … ma anche una Marinastella  o Stellamarina  non saprei … non vedi che sulla testa ha come due punte ?  e anche dietro … quella cosa lì, sembra una punta arrotondata …”

“Ma nooo !! Forse è un Saltadelfino bianco “ dice Piccolopesce

“Ma invece di continuare a confabulare tra di voi provate un po’ a chiederlo al lui chi è ?  Adesso ci penso io. Buongiorno !  Io sono Pesciolina … e tu chi sei ? “

Una miriade di bollicine increspa l’acqua intorno al tronco.

Coniglietto osserva incuriosito quei piccoli esserini che si agitano. Forse vogliono fargli capire qualcosa. Allunga il musetto fino a sfiorare l’acqua.

I pesciolini si spaventano, si allontanano veloci.

Ma perché se ne vanno?  Coniglietto cerca di chiamarli.

“Ehi !!! Tornate qui …. dove andate ? “

I tre pesciolini prudentemente si avvicinano di nuovo

“ Ciao … io sono Coniglietto”

“Io sono Pesciolina, lui è Piccolopesce e quello lì ,tutto blu, è Pescedubbio”

“Come siete belli “

“Anche tu sei bello, sembri una nuvola”  dice Piccolopesce ”Ma che ci fai seduto su un pezzo di legno in mezzo al mare?”

“Mare? Questo cielo d’acqua si chiama mare ? “

“Sì . E noi siamo pesci e viviamo nel mare. “

“Deve essere bello volare nell’acqua come fate voi … “

“Nuotare, si dice nuotare! “ precisa Pescedubbio.

“Tu sai volare? “ chiede Piccolopesce.

“No.  Io corro e  salto. Piano, veloce, velocissimo … Ma non volo e non nuoto”

“Sai fare le bolle?” si informa Pesciolina.

“ No. Però so arricciare il naso e posso anche muovere le orecchie”

E infatti comincia a fare tanti musi buffi arricciando il naso e agitando le lunghe orecchie.

I pesciolini ridono diverititi.

“Io avrei un po’ fame … Qui non c’è un po’ d’erbetta, qualche radice, una carota ? “

“Mai visto niente di simile. Se vuoi ti devi tuffare e andare alla ricerca di alghe, laggiù sul fondo del mare” Si sa, Pescedubbio è molto informato.

“Se vuoi ti accompagno” Piccolopesce non si tira mai indietro quando c’è da aiutare qualcuno.

“ Tuffarmi ? Nell’acqua?  Ma mi bagno tutto e io non so nuotare …e … e  … “

Coniglietto comincia a guardarsi attorno e improvvisamente capisce che lì non c’è altro che acqua.Tanta bellissima acqua blu. Non un prato, non un filo d’erba , e neppure un albero alla cui ombra poter riposare.

“Mi sa che io qui non ci posso stare. Voi siete simpatici, belli. Mi piace chiacchierare con voi, ma io qui non posso vivere.  Non posso fare nulla, sono prigioniero del mare.”

Coniglietto si a agita  ha  voglia di sgranchirsi le zampette, vorrebbe fare quattro saltelli, ma non può . Fa un piccolo tentativo, ma riesce solo a far dondolare pericolosamente il tronco  che gli sembra sempre più stretto, sempre più corto.

“E adesso? Come faccio ?  Io … io … “ e Coniglietto scoppia  a piangere.

I tre pesciolini si scambiano occhiate preoccupate. Come possono aiutarlo ?

“Andiamo noi a prendergli delle alghe da mangiare” propone Piccolopesce.

“ Potremmo insegnargli a nuotare” dice Pescedubbio.

“ Si, potremmo … ma lui sarebbe felice ?  Questo non è il suo mondo . Potrebbe andar bene per qualche giorno. Ma poi?  E quando il mare si agita ? E quando arrivano le tempeste e il vento ? Noi non potremmo aiutarlo.”

“E’ vero, forse hai ragione Pesciolina. Io non so … “ dice Pescedubbio.

“Sapete che facciamo ? Lo aiutiamo a tornare nel suo mondo fatto di prati e di boschi … e dove ci sono tanti conigli come lui.“

“E come facciamo Piccolopesce?”

“Andiamo a chiamare Saltadelfino lui è grande e forte. Ci aiuterà”

“Vai tu Piccolopesce insieme a Pescedubbio.  Io resto qui a fargli compagnia, perché mi sembra molto spaventato”

Conglietto a cavalcioni del suo tronco  e Pesciolina lì vicino parlano fitto fitto, cullati dalle onde e chissà cosa si raccontano. Coniglietto è tranquillo e Pesciolina sorride.

E finalmente verso sera ecco arrivare Piccolopesce, Pescedubbio e il loro amico Saltadelfino .

Saltadelfino è forte e nuota veloce. Osserva il tronco e  Coniglietto accovacciato sopra.

“Eccomi !  Ci penso io, non aver paura!  Tieniti forte !!!”

“Aspetta !! Devo salutare i miei amici.  Ciao pesciolini … sono stato bene con voi ! Ma devo tornare a casa …  ”

Saltadelfino spinge con il muso il tronco che si allontana,  prima piano e poi più velocemente. E Coniglietto è là, in cima a un lungo nastro di schiuma bianca …

I tre pesciolini lo seguono con lo sguardo fino a quando sparisce all’orizzonte.

Ora sono un po’ tristi, non dicono nulla, rimangono lì cullati dall’acqua che riflette la luce delle prime stelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


.°.°.°.

ciao a tutti …

è bello ritrovarvi sempre …

grazie !

 

 

 

 


 

forte e tenace
come battito del cuore

invisibile e preziosa
come ossigeno nell’aria

fresca e delicata
come carezza del mattino

timida e fragile
come sorriso di luna

così la presenza di te
nel pallido respiro
di un’anima sola


 
 
 
 

Speranza

 

Chissà dove ti ho lasciata ?

Ti ho dimenticata in un angolo buio

della stanza al piano di sopra 

vicino a una finestra dal vetro traballante e con la tenda di pizzo.

Ti ho persa nell’orto inondato di sole

tra la polvere della terra secca e dura

assetata di pioggia e di frutti maturi.

Ti ho nascosta in una sera d’estate

tra le ombre scure degli alberi

e le piccole fiammelle tremanti delle lucciole.

Ti ho messa come un segnalibro 

tra le pagine stropicciate di un libro di fiabe

a tenere separati per sempre il principe dalla sua bella.

Ti ho lasciata accoccolata

tra le morbide zampe di un gatto grigio

che mmobile guarda al di là del cielo.

 

 

 

 


….

 

per tanti anni ho tenuto stretta la tua mano

e tu non lasciavi la mia 

e ora la mia mano è vuota ….

 

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia”

(Gv 16, 20)

 

 

 

 


…………

 

Ho pubblicato un po’ alla rinfusa alcune cose che avevo  scritto qualche tempo fa .

Adesso però ritorno al presente.

 

 

 

 

 

 


….

non ho saputo capire il silenzio

non ho saputo leggere tra le righe di parole non scritte

le mie parole sono rimaste nei miei pensieri

e io sono rimasta ferma a ricamare sogni senza vedere

 

 

 

 

 


notte

 

non riesco ad allargare

le ali che dentro di me

desiderano volare

 

le parole si attorcigliano

come capelli che morbidi

si lasciano accarezzare

 

gli occhi si chiudono

e i pensieri diventano

una cosa sola con i sogni

 

10  febbraio  2012

 

 


vorrei ….

vorrei sentire l’aria, che accarezza i tuoi capelli

vorrei ascoltare la musica, che consola la tua tristezza

vorrei vedere la luce, che al mattino ti saluta

vorrei stare nel buio, che di notte ascolta le tue paure

vorrei raccogliere il silenzio, che asciuga il tuo pianto

vorrei essere quel filo di fumo, che abbraccia i tuoi pensieri

vorrei …..

 

 

17  febbraio  2012

 

 

 


…..

 

La notte …

una gioielleria di sogni …

 

sogni, gioielli leggeri

lasciati cadere sulle ciglia ….

 

brilleranno negli occhi

il mattino dopo.

 

17 febbraio 2012

 

 

 

 

 

 


….

è tenerezza

questo pensiero

che lentamente

senza mai arrendersi

mi avvolge come un abbraccio

nelle lunghe ore d’inverno

 

 

22 gennaio 2012


…..

non ci sono più parole

non ci sono più silenzi

solo un vago sgomento

a cui non so dare un nome

e la consapevolezza

di non poter tornare indietro

di non riuscire ad andare avanti

 

 

5 febbraio 2012

 


ciò che rimane

 

la tua forza

ti ha portato lontano

verso una luce nuova

in un’aria fresca …

e hai lasciato qui

tutta  la tua fragilità

di giovane fiore incerto …

e  io sorrido

mentre raccolgo petali

e lacrime …

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

piccola gioia

tenerezza rubata 

alle parole

 

 

 


Vorrei …

 

dare un senso ai pensieri che mi assordano

imbrigliare le impressioni che mi confondono

trovare un ordine, una logica in questa successione di immagini, di suoni, di parole … che non so fino a che punto fanno parte della mia vita

capire la verità delle parole degli altri

ascoltare le parole nascoste

leggere negli spazi bianchi tra le lettere

vorrei la sicurezza che qui, adesso, è dove e quando devo essere

vorrei non essermi sbagliata

Ho paura di perdermi.

 



….

 

Chi è malato ha tutti i diritti di essere curato, accudito, consolato, bisogna fare di tutto per alleviare i suoi dolori, bisogna trovare la cura giusta, il medico, l’ospedale … e tutti si danno da fare … e ci sono parenti e amici …

Per chi rimane solo non c’è niente … perchè la malattia ti capita non te la vai a cercare … la solitudine invece è solo colpa tua … sei tu che non vuoi impegni, che non vuoi responsabilità e allora cosa pretendi ? 

Cosa pretendo ?

Non dò niente, non avrò niente … non importa quello che ho fatto prima … non importa a nessuno se soffro … perchè il mio  soffrire non danneggia nessuno … che io ci sia o no, non fa differenza …. sono invisibile … ed è solo colpa mia …

Le persone sole non hanno diritti, perchè non hanno doveri … 

 

 


Senza senso

Leggo … e leggo

e leggo ancora … e ancora

parole semplici sempre uguali

alle quali do significati sempre diversi

mille sfumature in una serie di segni neri.

Il possibile che non si può realizzare

mi fa sorridere e mi fa piangere

mi fa battere il cuore e mi fa picchiare i pugni contro il muro

mi fa vivere di sogni e mi fa morire di realtà

mi fa sussurrare dolcezza e mi fa soffocare dolore.

 

 

 

16  gennaio  2012

 

 

 


Indispensabile assenza

 

Solo dentro di me

solo in queste parole

solo qui ti posso trovare

perchè ogni altra realtà è negata

e ogni altro tempo è gia passato

o non verrà mai.

Solo questo presente

senza occhi per conoscersi

senza mani per seguire il disegno di un profilo

senza pelle vicino alla pelle

senza il suono di una voce.

 

 

6  gennaio  2012

 

 


non so

 

non saprò mai

so solo che è mpossibile

e sempre più presente

e mi domando per quanto tempo ancora

e come continuerà

e come finirà

e già mi manca

 

 

 

8 dicembre 2011

 

 

 

 

 


vento di sole

baci rami di luce

aria azzurra

 

 

 

 


insieme

 

 

amaro e dolce

sentire nostagia

di una tenerezza

immaginata e lontana

 

 

 

 

 


E’ così

 

ci sono momenti, giorni, mesi … in cui la ragione si arrende e  se ne sta  in disparte,

a guardare un piccolo pazzo cuore che non vuole smettere di battere

seguendo il ritmo di  una impossibile canzone d’amore …



se ….

se dovessi cambiare sarei sincera verso me stessa

e vorrei essere chiara, comprensibile  per  gli altri

direi subito senza indecisioni ciò che penso

sarei senza forse e senza ma

parlerei senza paura di ferire chi mi ascolta

senza paura di contraddire

senza paura di allontanare le persone

senza paura di farle avvicinare troppo

sarei felice di come sono

cercherei di essere come voglio

cercherei di capire finalmente ciò che voglio

 

se dovessi cambiare non sarei più io, ma un’ altra persona

perché quella che sono ora è un’ immagine falsa, storpiata di me

e non so se l’immagine vera valga la pena di scoprirla

quindi per assurdo meglio non cambiare

se cambiassi sarei  io

e io non mi piaccio

per piacermi dovrei cambiare  … ancora  … e ancora   … e ancora

e io sono ancorata, bloccata, legata  a questo mio non essere me

a questo non voler cambiar per non scoprire come sono

ho paura di me stessa

 

 

 

 


Limiti

La timida luce di un giorno d’inverno

si ostina a illuminare l’aria fredda e grigia

quasi a voler tener lontana l’ oscura notte priva di stelle

senza sapere che l’attende la speranza di un’esile ferita di luna

 

8 dicembre  2011

Nessuna regola.

Nessuna logica apparente. Come quando si guardano le nuvole correre nel cielo e si intravedono forme fantastiche. Farfalle e draghi, angeli e bambini, navi e castelli incantati …. E tutto è mutevole. Basta un raggio di sole che gioca con un’ ombra di luce e il sogno cambia.
Certi incontri assomigliano alle nuvole. Quanto più sembrano sospesi, fragili, assurdi tanto più sono preziosi ed inevitabili. Come sogni che danno vita al sonno. Immagini idefinite che solo gli occhi dell’anima possono seguire. E’ inutile cercare di trovare un senso nelle parole di un sogno, queste accettano di dare voce a nient’altro che ai battiti del cuore. 
E tutti i pensieri che si attorcigliano nella mente non servono a nulla. Non possono far parte di un sogno. Solo sentimenti un po’ folli  trovano spazio nei sogni.  E la ragione non riesce a cancellare i sentimenti, né  li può sostituire con altri.
Forse solo il tempo potrà dare inizio ….. o fine.

 

 

9 novembre 2011

 

 

 


…….

sedermi vicino a te

per dire di me ciò che non so dire

 

 

tanto è il desiderio di incontrarti

quanta la voglia di nascondermi

 

 

 


…..

 

 

Buio e luce

segnano la strada

ai giorni dell’ anima

che non si riconosce

in quel disegno muto

dove linee, sovrapposte e confuse,

non riescono a trovare forma.

 

 

 

 


Attesa

Questo raccontino è di qualche mese fa …. l’attesa è di sempre

 

Il giardino non è molto grande. Il prato in questa stagione è secco, polveroso. Ma, vicino al muretto basso, che lo divide dall’orto, c’è un po’ d’ombra e lì l’erba ha ancora qualche sfumatura verde. Il sole picchia. A intervalli si sente una lieve brezza. Il pomeriggio, lungo e silenzioso non passa mai. Passeggio, indifferente, prestando attenzione solo alle ombre disegnate dalle foglie che tremano. Ombre che giocano con i riflessi di luce.                       

M’ incanto in vuoti di pensiero. Mi  siedo su uno scalino di pietra e guardo la strada.  Passa qualche automobile, sento il rumore scivoloso delle ruote sull’asfalto. E poi un motorino mi disturba, con il suo chiasso rauco che va a finire in niente. Quella è la vicina di casa. Chissà se mi guarda? Sì … no … forse. Si gira. Cerco di attirare la sua attenzione.  E’ già lontana.  Dovevo decidermi prima.  Quante zanzare  e moscerini noiosi e pungenti!  Loro sì, che non si fanno problemi a venirmi vicino.  E quello chi è?  No, non lo conosco. Ha uno strano modo di camminare. Si avvicina al cancello. Forse vuole entrare …. Legge il nome sul campanello.  No, si allontana. E il tempo passa, lento e veloce insieme! Le ombre diventano sempre più lunghe. E non si vede nessuno. Osservo una fila di formiche che frenetiche salgono e scendono da un mucchietto di terra. Mi avvicino. Sono divertenti, ma anche  patetiche con tutto il loro affannarsi. Mi prende un istinto cattivo: per sfogare l’ansia dell’attesa passo avanti e indietro, veloce, su quel mucchietto di terra e butto tutto all’aria. Formiche comprese.                                                                                                                

 Ma perché non si vede ancora nessuno? Vorrei entrare in casa. Aspetto. Mi alzo. Mi siedo di nuovo. Cammino. Arrivo fino al cancello. Ma mi allontano subito. Meglio restare sotto il portico, vicino alla porta. E aspetto. Ogni tanto mi si chiudono gli occhi. E’ quasi buio. E così ad occhi chiusi comincio a passare in rassegna tutti i più banali, assurdi, improbabili, catastrofici motivi che possono aver causato un tale ritardo. Un incontro imprevisto. Un ingorgo sulla strada. Un incidente. La decisione pazza di andarsene via senza di me. Apro gli occhi e cerco di convincermi che non è successo proprio niente. Ma mi sento tremare dentro. Nelle case vicine si accendono le luci. Anche i lampioni sulla strada cominciano ad illuminarsi. 

Tutto è tranquillo, tutto è normale. Ognuno fa quel che deve fare.  E allora perché non torna? Forse ho sbagliato qualcosa. Non ho capito. Non dovevo …. oppure dovevo … oppure … ma …. Sento dei passi … passi veloci … sì … sì … arriva.   Finalmente !!!!     

“Eccomi! Eccomi! Sono io … non agitarti …. va tutto bene …. Quel catorcio di automobile mi ha lasciato a piedi. E così ho dovuto aspettare il pullman. Dai, su! Adesso non mettermi  il broncio. Che potevo fare ? Anche se ti avessi chiamato, tu al telefono non rispondi !”          

Sì sono felice, felice … non è successo proprio niente. E’ tutto a posto. Tutto normale come sempre. Mi viene vicino, mi sorride, e  mi accarezza. Una carezza leggera che mi sfiora appena. Io non so più che fare, sono in completa confusione.                              

Entriamo? Stiamo fuori? Mi muovo senza badare  e faccio cadere un vaso. Ecco, si arrabbia … scusa non volevo.  “Ma non è possibile!  Non si può stare un po’ tranquilli neanche a casa! Anche tu adesso combini disastri!“  Entra in casa sbattendo la porta.                              

Non capisco. In fondo il vaso neanche si è rotto. Solo un po’ di  terriccio sparso sui gradini. Sento la sua voce, concitata. Sta parlando al telefono. Urla. Parla più piano. Silenzio. Ancora qualche parola, mormorata sottovoce… E io qui, un’ altra volta ad aspettare una carezza, uno sguardo, una briciola di attenzione. Non riesco a farmi capire, non riesco a comunicare quello che ho dentro. Sembra che viviamo in mondi separati, lontani. Persi in una dimensione parallela.                                                                                                  

Io sono qui !  Ti ricordi di me ??? Non so più come fare per farmi sentire. ma forse mi sente e fa finta di niente. Finalmente la porta si apre e una lama di luce mi ferisce gli occhi. Tremo, non so che fare …    

“ Su! Entra !  E per favore smettila di abbaiare ! Che poi i vicini  si lamentano.”

 

 


 

A tutti voi …

con tanto affetto …

 

 


non ci sono …

oggi è una giornata pesante, angosciante …

penso …

forse il mio stare sul web l’aver incontrato amici, qualcuno molto vicino alla mia anima, è stato come aver trovato una specie di cuscino che mi ha cullato, consolato, ma che poi alla fine ha soffocato dentro di me tutta questa angoscia che ora sta tornando fuori … e mi riempie gli occhi di lacrime … e mi aggroviglia il respiro …

forse il web non c’entra … sono io che non funziono più … ho paura … mi sembra di essere tornata indietro ai giorni in cui mia madre  stava male … ai giorni dell’ospedale … ai giorni in cui non sapevo come avrei potuto fare … e poi al vuoto … al niente … al suo non essere più con me …

e poi qui, in questa oasi di quiete,  mi sono ripresa … ma forse era solo apparenza … come questo mondo … che io ho creduto vero … che è vero, ma chiuso dentro di me …

e intanto il mondo di fuori si è svuotato … non c’è più nessuno … anche quei pochi che c’erano per abitudine …. e io non ho voglia di cercare nessuno …. e non voglio più nessuno vicino …  e  io non ci sono più …

me ne sto qui, chiusa con i miei fantasmi … con tutto il mio amore per chi non c’è più … per chi ha scelto di vivere fuori da qui  ed ha fatto la scelta giusta  …  perché bisogna vivere  di parole ascoltate … di sguardi … di carezze sulla pelle … di abbracci … di schiaffi … di litigi … di abbandoni … ma che siano concreti …

quante volte te l’ho detto amico mio …

e ora tu l’hai capito … e io rimango qui ad aspettare che questa angoscia passi …

 


Per te …

 

Non voglio essere l’aria che respiri

o il cibo che ti nutre.

Non voglio essere il cuscino dove posi il capo

nè la goccia d’acqua che accarezza le tue labbra.

Non voglio essere il suono di una musica dolce

per il tuo riposo.

Non voglio essere la luce che ride tra le tue ciglia

nè il buio che culla le tue paure.

Vorrei essere per te

una piccola briciola 

dimenticata nella tua tasca.

 

 

 

 

 


No

 

Un pezzo di puzzle è finito per sbaglio nella scatola sbagliata ….

Il bambino di turno si diverte ad incastare i pezzi e forse trova un posto anche per quel pezzo sbagliato.

Il colore va bene, ma la forma non si adatta all’incavo … e allora via ancora nella scatola.

Forse questo è il posto adatto. No, l’azzurro è quello del cielo, non quello del mare … non va bene.

Ecco, finalmente! Qui il colore è giusto e la forma pure!

Ma poi nessun altro pezzo riesce ad inserirsi e intorno resta il vuoto.

E allora finalmente il bambino capisce.

“Questo pezzo è sbagliato … non c’entra niente con gli altri, è capitato qui per caso. Un errore di fabbrica”

Via … 

 

 

Non è che gli altri se ne freghino di me. Semplicemnte tutti hanno la loro vita, fatta di persone, incontri, attività, passatempi, lavoro …  in cui per me non c’è spazio. A volte si sforzano di farmi entrare … ma è impossibile.

E anche io cerco di adattarmi, di cambiare, di sembrare ciò che non sono … e non serve.

Sono capitata nella scatola sbagliata.


 

 

 

 

 

 


lento il sole

abbandona il giorno

bacia la sera

 

 

desiderio deluso

nel buio della notte

 

 

 

 


alibi

nessun nome

nessuna spiegazione

a ciò che credo di non capire

 

 

 

 


 

e sei di là

oltre quell’arco teso

oltre l’azzurro e i colori

oltre la vita

aspetti con la mano aperta

pronto a donarmi una carezza

aspetti con gli occhi lucidi

perchè non mi puoi parlare

aspetti senza più chiedere 

ora non hai bisogno di niente 

però mi aspetti …

io lo so

 

 

 

 


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