Autore dell'archivio

gli occhi spenti

il respiro spezzato

il buio scende

 ora sembra d’ udire

la voce dell’anima 

 

 

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notte immensa

il buio dei pensieri

diventa sogno   

 

 

 

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oggi

l’aria portava

caldi respiri 

di lacrime e di sole

anticipo di una primavera

passata

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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fragilità

che non trova parole

per essere ascoltata

 

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amo il mio silenzio

mi fa male il tuo

 

 

 

 

 

 

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Triste quella vita che passa

senza essere vista.

Nessuno di lei avrà cura.

 

 

 

 

 

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sciogliere tutto il groviglio che ho dentro

e buttarlo in faccia al mondo

libera finalmente di abbracciare …

 

ma le mie braccia sarebbero corde

strette intorno a me 

 

 

 

 

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Mi fai sentire cose che mai ho conosciuto,

che mai saranno anche mie.

 

 

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una volta dissi a qualcuno … basta un click …

basta spegnere il pc … cancellare … annullare …

mi sono ricreduta

sulla mia pelle

spengo e partono i pensieri

disancorati da tutto

a volte mi fanno star bene

a volte mi scavano dentro

e mi lasciano ancora più vuota

ancora più divisa

 

 

 

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non cerco persone

non cerco parole

cerco solo una persona

cerco solo una parola

 

trovo solo silenzio

 

 

 

 

 

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a volte

le immagini dei sogni

sono così vere

da sembrare ricordi

di amori realmente vissuti

 

 

 

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danzano lievi

moscerini di neve

nell’aria fredda

 

 

 

 

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Hanno piume delicate e morbide

gialle come il sole a mezzogiorno

o rosse come il cielo al tramonto

e a volte l’alba le tinge di rosa.

Hanno occhietti piccoli e neri

un becco veloce a rassettare le penne della coda.

Saltellano nervosi alla ricerca di chicchi

un piccolo volo e un altro ancora

si fermano increduli e un po’ delusi.

E quando la luce ride anche loro ridono

e  il loro canto è una  cascata gorgheggiante. 

Sono quei piccoli uccellini nati in gabbia

il loro mondo è raccolto dentro striscioline metalliche. 

Tutto ha un posto preciso

niente è lasciato al caso

niente si può spostare.

 

Fuori uno spazio grande e confuso. 

Mille forme e mille colori si muovono 

cambiano posizione

spariscono per poi tornare.

Tutto sa di libertà  

di infinite possibilità.

Bello sarebbe poter uscire 

bello sarebbe poter distendere le ali 

e muoverle nell’aria

sollevandosi in alto verso 

quel vuoto di nuvole. 

Bello sarebbe poter scegliere dove riposare la notte

e a chi far ascoltare un canto d’amore.

Bello sarebbe assaggiare frutti aspri o dolci

e seguire le farfalle in volo sui petali dei fiori.

 

Ma un uccellino nato in gabbia

non può vivere fuori

non ne è capace. 

Può solo guardare i colori del cielo

sentire il profumo del vento

ascoltare suoni di una vita lontana.

Le sue piume leggere 

non potranno mai sfiorare una foglia.

Le sue ali non sopporterebbero

di farsi accarezzare dall’ aria fresca della notte.

E il suo cuore non riuscirebbe a seguire il ritmo del volo

alla ricerca di un battito d’amore.

 

 

 

 

 

 

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Sono stata una bambina che ha giocato poco,

stavo in disparte a guardare gli altri.

Ora sono una donna che vive la vita 

come un noioso gioco di carte, 

un solitario,

dove se voglio vincere devo barare

o buttare tutte le carte all’aria.

Sono stata un’ adolescente spaventata dai sogni,

incredula davanti alle illusioni.

Ora l’unico modo per sentire qualcosa in me 

è sognare,

creare nella mia mente ciò che fuori non esiste.

Sono stata una giovane in cui la voglia di ribellione

era costantemente mescolata alla paura di ferire, 

di dispiacere.

Ora ho solo forti sensi di colpa

nei confronti di coloro che mi hanno dato questa vita

che io ho buttato via.

 

…. e sorrido … e sorrido …

senza disperazione

senza pianto

solo un senso di vuoto

che non si colma

che non si vede

che non appare. 

E quella paura così costantemente presente,

tanto che non mi spaventa più,

mi è diventata amica.

E’ la mia difesa da ciò che non conosco,

blocca tutto quello che potrebbe sconvolgermi.

Estremo baluardo di questo fragile castello di carte

che mi sono costruita intorno,

che mi protegge

dai dolori e dalle gioie,

dall’amore e dall’abbandono,

dal calore e dal freddo,

dai no e dai sì.

 

Ma devo stare attenta …

un mio improvviso movimento …

e tutto crolla.

 

 

 

 

 

 

 

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gocce di gelo

freddi rami piangono 

petali tristi

 

 

 

 

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Le stagioni si sono sfilacciate, unendosi una all’altra, in un inseguirsi di giorni sempre ripetitivi e uguali.  

E tutto è fermo immobile. 

E sto, in questo strano tempo mai realizzato, come una presenza scontata.

Normale a tal punto da essere invisibile, assente, silenziosa.  

Che io ci sia o no, non cambia nulla.

Nulla.

E se mi chiedi  ”come va?”  ti rispondo “bene”.

Perchè io non ho niente.

 

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Una lama dura di ghiaccio

sottile e lucida, 

fredda sotto le dita

eppure così bella.

Liscia come velluto,

raccoglie trasparente 

luce dal cielo

e illumina gli occhi.

Una carezza più dolce

e si spezza  in  piccoli aghi

che si sciolgono sulla pelle,

lacrime fredde.

 

 

 

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sole d’inverno

illumini la vita

ora silente

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raccontami una storia di luce e di fli d’erba

di ragazzi che sentono il respiro fresco della vita sulle guance

di sguardi che si cercano, sicuri di trovare un approdo

non troppo lontano, non troppo vicino

 

raccontami una storia in cui io non ci sono

in cui intravedere solo un’ ombra di me 

così da potermi immaginare come non sono

o come ero e non sono diventata

 

raccontami una storia di un presente lontano

incerto come l’acqua del fiume che scorre

e si ferma solo un istante tra le dita della mano

per diventare subito assenza limpida e futura

 

raccontami una storia fatta di sogni e di metafore 

di buio e di luce, di parole e di immagini

comprensibile solo all’anima che veglia nella notte 

ferita dai raggi delicati e sottili della luna

 

raccontami …

raccontami di te

ed io starò lì, ad ascoltare

solo questo

 

 

 

 

 

 

 

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bocciolo rosso

nel freddo invernale

sfidi il tempo

 

 

 

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Tremanti fiocchi di neve 

avvolgono i rami induriti degli alberi.

Gocce di nebbia si stendono

come lieve lenzuolo a coprire la nuda terra. 

Pioggia delicata e leggera 

solletica le radici dei fiori a venire.

 

Vorrei essere albero

Vorrei essere terra

Vorrei essere fiore

 

 

 

 

 

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che sia Natale 

nel silenzio

del cuore ….

 

 

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cielo rosato

tremante di polvere 

aria gelida

velature d’azzurro

riscaldano il sole

 

 

 

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amato e prezioso 

ogni minuto 

ogni istante 

in cui un filo sottile

aggroviglia e imprigiona

figure non ben delineate

eppure precise

ritagliate con cura

nel loro inesistente esistere      

 

 

 

 

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Capire le motivazioni che portano ad agire o a non agire  in un determinato modo …

Essere consapevole della distanza incolmabile tra realtà sognata e realtà vissuta …

Conoscere la differenza tra detto e non detto, tra ascoltato ed immaginato …

Tutto questo razionalizzare non serve a niente, se manca la volontà di strappare dal cuore le illusioni.

E perchè farlo, se poi non si ha la forza di vivere, di cambiare strada, di rompere il guscio ?

Il vuoto sarebbe ancora più lacerante, in una completa assenza di ombre.

 

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Guardo indietro … guardo avanti … tutto uguale.

E poi non è neanche così, perchè tante cose sono accadute.

Tante persone mi hanno incontrata.

Tante? A pensarci bene sì, tante. Ma tutte sono rimaste lontane.

Perchè lo hanno voluto loro, ma soprattutto perchè l’ho voluto io.

Perchè sono indolente, pigra, monotona.

Mi affanno solo per cose che non hanno importanza.

Scivolo via, senza far rumore, via da me stessa, via da tutto.

 

 

 

 

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mi sorprendono 

parole di tenerezza

come ali di farfalla 

sulle foglie in autunno

 

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Ora, una dopo l’altra,

piano e senza fretta,

cominciano a cadere

lucenti e impalpabili

lacrime di pioggia.

Scendono sui capelli

si fermano sulle ciglia

brillano davanti agli occhi.

Piccole stelle di pianto

rigano le guance

sfiorano le labbra

come un gioco leggero sul viso.

E mi rivedo piccola

seduta su di uno scalino

tra la porta e il cortile

con i gomiti poggiati alle ginocchia 

il mento tra le mani

e i pensieri lievi, trasparenti

come il profumo della pioggia.

 

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poche briciole
saziano un passero
nei giorni freddi

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ma briciole d’amore
feriscono l’anima


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il vento batte

suono secco _ tremante

contro il vetro

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nell’aria canti d’addio

colorati di luce


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Non è un sogno o un desiderio. Non è una creazione dei miei pensieri. Io non lo posso in nessun modo controllare.
E’ altro da me. E’ fuori di me. Io non posso intervenire nelle sue decisioni. Non posso dare motivo alle sue parole. Non posso decidere il suo silenzio.
L’ ho incontrato solo nei pensieri. In un rarefatto mondo sospeso. Un mondo senza dimensioni, senza corpo, senza odore, senza pelle.
E allora è facile confonderlo con un sogno, di quelli che sopraggiungono inaspettatati e attesi, quando gli occhi si chiudono, nel giorno che diventa lentamente buio.
No. Non è dentro di me che vive. Non sono stata io a dargli consistenza di fiaba .
Di questo devo prendere consapevolezza.
Non sono stata io a inventare la sua vita, le sue tristezze, i suoi inganni, le sue paure, la sua dolcezza.
Ci siamo solo incontrati, per caso. In una luce bianca e fredda. Immobile e veloce che annulla le distanze, le differenze, il tempo. Che azzera le coordinate. Che impedisce un corretto, ovvio, rassicurante orientamento.
Ed ora, forse, ha preso un’altra strada, che non incrocia più la mia. Forse sono strade che corrono parallele, ma noi le percorriamo seguendo direzioni opposte.
Forse …. un nastro di velo sottile …

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Le parole non escono dalla mente

si nascondono in pensieri senza suono

si confondono in voci silenziose

soffocano in un vuoto senz’aria.

Parole come farfalle dalle ali pesanti

non provano la gioia del volo

per paura di esprimere

incoerenti desideri.

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Non ho risposto ai commenti che avete lasciato ai miei ultimi post. Vi chiedo scusa, ma sono giornate un po’ perse, affannate, già stanche prima di cominciare.

E, tra un impegno e l’altro, mi perdo dietro ai miei pensieri.

Non è una novità questa, ma la costante della mia vita. E chi mi conosce da un po’ lo sa bene :)

Ecco volevo solo dirvi che, anche se non vi rispondo personalmente, vi leggo, vi ascolto, medito sulle vostre parole.

Dico, tra me e me, dopo rispondo … dopo … domani  …  e non lo faccio. :(

Cercherò di rimediare, anche perchè mi mancano le nostre piccole e preziose conversazioni.

Comunque a tutti dico grazie per il tempo che mi dedicate …. :)

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Ho annaffiato i vasi sul balcone,

le roselline, il geranio, la salvia, il basilico …

Petali secchi e altri ancora freschi.

Foglie verdi e altre che cominciano ad appassire.

Senz’ acqua inaridiscono anche i giorni e le notti,

si sgretolano le parole dette o ascoltate,

si spengono i ricordi di fatti accaduti o solo sperati.

Senza cura anche i sentimenti seccano,

diventano fragili e tremanti come foglie morte

che ormai possono solo essere strappate.

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ecco farfalle

dalle ali sottili

ombre sul sole

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come sogni negati

danno luce al pianto

 

 

 

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poche gocce d’acqua

non bastano

a far tacere la sete

meglio rinunciare

ed essere deserto

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Scrivo per restare sveglia.

Per non assopirmi in queste ore calde che non mi portano nulla.

E allora cerco di prestare attenzione a  quelle  formichine che vanno su è giù frenetiche nella mia testa e mi fanno il solletico. Non so bene cosa siano: pensieri, immagini, ricordi, sogni …

A volte mi prendono in giro. I ricordi si travestono da sogni. I pensieri certi e sicuri sembrano solo miraggi di realtà lontane.

Mettere in ordine, bisogna. Dare un senso logico  …. e perché?

A che servirebbe avere tutto chiaro, definito, organizzato, classificato,  come pastelli messi in fila per gradazione di colore in una scatola nuova, appena comprata, ancora sigillata ?

Ecco scrivere è aprire la scatola e cominciare a disegnare parole usando i colori dell’ anima, della mente e del cuore.

Accostandoli per contrasto o per simpatia …  Mescolandoli, sfinendoli uno nell’altro …   Lasciando spazi bianchi per l’ndecisione,  nuvole grigie per l’assenza, squarci di blù, di giallo, di rosso per i sentimenti, sfumature indefinite per le emozioni …

Scrivere è dare una forma a ciò che ho dentro.

E’ un guardarmi dentro.

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Forse sarebbe meglio dormire …




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alito caldo

sospirato il vento

finalmente qui

vento

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E’ una giornata calda, appannata e stanca anche in fondo al mare.

L’acqua è come una coperta, troppo pesante.

Piccolopesce non sa che fare. Osserva la sua bella codafarfalla, ma non ha voglia di farla danzare.

Meglio disegnare  sottili linee sulla sabbia. Linee morbide, avvolgenti come onde di pensieri che  si attorcigliano, si aggrovigliano … Che pasticcio !

Piccolopesce si annoia … sonnecchia … apre un occhio …

“Non c’è nessuno ….  Uff !!!   Potrei provare a cantare una canzone …  Ma chissà come si fa?“

Piccolopesce comincia ad aprire e chiudere la bocca. Piano piano … Niente. Nessun suono.

Prova più velocemente … Niente. Si concentra , e …

“Blob blob blob bloooooooobbbbbbb …….. bbbb …  bbbb  ….. solo bolle ! Sono capace di fare solo bolle  …. OOOO °°°°°° ooooo °°°°° OooOO°°oO° …..  Sono un incapace !  “.

Sempre più annoiato e anche un  po’ arrabbiato, Piccolopesce nuota nervoso avanti e indietro.

“Ma cosa c’ è lì ?”

Nascosta nella sabbia, una piccola conchiglia tonda e bianca.

Piccolopesce la sfiora “Com’è liscia, vellutata e pallida. E’ tanto bella ! Ecco andrò alla ricerca di conchiglie! Tu  Lunaconchiglia sei la prima.“

Piccolopesce con le pinne scava una piccola buca nella sabbia. Tutto intorno ci mette dei sassolini lucidi, quasi trasparenti sembrano pezzetti di vetro  … brillano.

“Ecco questo sarà il tuo nido, rimani qui e aspettami”.

Piccolopesce si allontana, muovendo con dolcezza la sua codafarfalla. Scruta con attenzione il fondo del mare alla ricerca di conchiglie.

“ Eccone una che sembra un ventaglio ! E che bei riflessi di tutti i colori !  E’ un Arconchigliabaleno. Ma come faccio a portarla con me ?”

Con dei rapidi movimenti della codafarfalla Piccolopesce la spinge fino al nido, dove aspetta Lunaconchiglia .

“Come stanno bene insieme !”

Viaaa ! Come un razzo Piccolopesce riparte.

Un po’ più lontano una grande macchia di luce dorata.

“Ho trovato una Soleconchiglia ! Mamma mia come è grande e pesante !”

Sbuffando, aiutandosi con le pinne e spingendo con la testa … finalmente Piccolopesce riesce a portare il suo tesoro nel  nido .

“ E tre! Una più bella dell’altra. Sono un po’ stanco, ma non mi fermo. Vado a cercarne ancora. “

E altre ne trova, di tutte le forme e di molti  colori: bianche, azzurre, grigie, rosa, viola, dorate…

“Sono Conchiglienuvole. Strane e misteriose come i desideri.”

E poi, un po’ più lontano, una conchiglia scura, nera e lucida come la notte.

“Notteconchiglia mancavi solo tu.”

Piccolopesce non se n’è reso conto, ma  il tempo è passato ed anche in fondo al mare sì è fatto tardi.

E’ ora di dormire.

Piccolopesce si addormenta in un nido fatto di stelle di mare e gli fanno compagnia tutti i sogni del cielo.

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mi sfiora l’ aria

con un soffio leggero

sera d’estate

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e il sogno amato

mi raggiunge invano


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polvere fine

sospesa nella luce

stanca si posa

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Video importato

YouTube Video

Se ognuno di noi è un libro tra i tanti
non siamo che pillole d’inchiostro
racchiuse tra note e pagine

Calvino e Perec, racconti e memorie
non siamo che storie dentro storie
più grandi e più piccole di noi

E adesso che vai separi i volumi
la carta che scivola in cartoni
e scivola insieme a te

Ma io volevo dirti non mi importa non importa
quello che mi prendi, quello che mi lascerai
solo le parole nostre non rubarle mai

Sai meglio di me che siamo intricati
capitoli lunghi e complicati
lasciati sul dorso a testa in giù

Mi sfoglierai mai pensandoci ancora
tra i segni di una matita nuova
nei libri che resteranno a te

Ma io volevo dirti non mi importa non importa
quello che mi prendi quello che mi lascerai
solo le parole nostre non rubarle mai
solo le parole nostre
solo le parole nostre non rubarle mai

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un fiore secco

non lo portare con te

vento  aspetta

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forse nella polvere

si nasconde un sogno

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Vorrei che tu strappassi questa buccia rosea e vellutata,

vorrei che tu mordessi la polpa succosa e dolce,

fino a sentire con le labbra il mio cuore.

Nocciolo di frutto maturo

ruvido, duro e pungente.

Da gettare lontano,

tra i sassi,

in un giorno d’estate.

E il calore del sole lo bacerà,

a lungo.

E seccherà nella polvere

ogni seme di vita.

E un alito di vento pietoso

porterà sabbia a soffocare il dolore.

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Non riesco a fare niente, oggi.

Passo da una stanza all’altra. Penso di fare una cosa, poi rimando a domani.

Mi siedo, mi rialzo. Prendo un libro, sono quasi alla fine … da tre mesi ormai. E’ una fine infinita.

Accendo la televisione , non mi interessa …. crollano i titoli bancari. Sarà per colpa del terremoto di ieri sera.

Guardo fuori, in fondo è una bella giornata. C’è caldo, ma non troppo. Un po’ di vento, ma non forte. Splende il sole, quanto basta.

C’è più silenzio del solito, il bar qui davanti è chiuso, oggi è lunedì. Non ci sono mai entrata in quel bar. No … una volta … forse due.

Passeggio a vuoto in internet. Io non navigo. Ascolto vecchie canzoni su You Tube. Lì non manca proprio niente. Puoi trovare l’espressione giusta per ogni emozione presente o assente, passata o perfino futura.

Ripercorro le pagine del blog. Rileggo i commenti … e mi chiedo che  cosa staranno facendo le persone che per qualche minuto, o anche di più, si sono fermate a leggere le mie parole e a lasciare a me un loro pensiero.

Stamattina sono uscita. Il bello o il brutto, dipende dalle circostanze, di abitare in un paese è che ci si può incontrare casualmente per strada. Ho parlato con  diverse persone: problemi di salute, rapporti famigliari, figli, vacanze ….

Adesso suonano le campane, come tutti i giorni a quest’ora … e siccome siamo in estate si sente il monotono, sempre uguale, frinire delle cicale.

Le campane … il loro suono

Le cicale … il loro verso

Come io ripeto sempre le stesse parole … in silenzio.

Caspar David Friedrich (1774-1840), Donna alla finestra

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e finalmente

si sente della pioggia

il dolce suono

Gianluca Miniaci A piedi nudi sotto la pioggia 180 x 180 cm 2005

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A volte i pensieri sono  immagini di sogni.

Non appartengono alla realtà.

Non hanno dimensione.

Eppure si vestono di colori,

di forme, di sentimenti,

di parole sussurate  all’orecchio dell’anima

di occhi che scavano dentro senza guardare

di mani che sfiorano l’aria …

E mi rendo conto che non ci sei.

E mi prende una dolorosa nostalgia

di te che sei solo sogno

nello spazio lontano della mia mente

e non ti accorgi di me.


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Inconcludente anima bambina ti sei ritrovata tra le dita qualcosa che non esiste, ma che ti ostini a voler trattenere.

E pensi. Sì! Pensi !  Perchè quelli, i tuoi pensieri, sono come i fili d’erba in un prato: infiniti, attorcigliati gli uni agli altri. Alcuni più alti cercano aria e luce, altri strisciano sulla terra buia, secca e sassosa.

Sì, ti arrendi a queste ore calde, piene di sole bianco, piene di un silenzio strappato al rumore degli altri.

Gi altri che non conosci, che ti sembrano presi da mille cose importanti. Gli altri che trovano il tempo per vivere e tu, che di tempo ne hai troppo, non riesci a riempirlo di vita, di sguardi, di carezze, di quell’amore reale, concreto di cui tutti hanno bisogno. E non riesci a fare. E non riesci a dire. E non riesci a toccare … e non vuoi.

Ti estranei anche da te stessa per paura di trovare un’altra te che arrivi anche lei ad odiarti, a non volerti più dedicare una lacrima di attenzione.

Perchè non fuggi via da questa prigione che piano, lentamente ti sei costruita attorno?

Una prigione dai muri di vetro. Muri senza nè porte nè finestre, da cui si staccano frammenti taglienti, di abitudine, di inerzia, di paura. Una prigione trasparente invisibile pesante.

Perchè nessuno riesce a strapparti via da te stessa?

Dove sono andate le piccole certezze che avevi un tempo ?  Piccole, incerte certezze di niente , che  tu vestivi di astratte illusioni, come ali sciupate di farfalla.

E ti arrendi a questa tua volontà di annientamento. Un’ astuta volontà che sa bene come agire in te. Tutto è normalità, assenza di dolore, assenza di lacrime, assenza di un corpo ….. tutto si risolve in una spietata assenza.

E’ tutto qui.

NatalieShau_03

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e nel mattino

l’incerto disperdersi

di ombre lunghe

M. Taylor

imprigionate luci

di realtà sognate

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sospiri di un azzurro incerto

in quest’aria d’estate

che calda avanza verso la sera

piccoli ritagli di luce tra rami scuri

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Per paura mi sono negata la giovinezza.

Ora mi aspettano gli anni grigi.

E  ho ancora paura.

Ma questa volta non posso evitarli,

cancellarli, negarli …

Oppure sì.

Potrei passare oltre.

Senza aspettare.

solitudine3

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C’è un gioco/test che si fa a volte per ingannare il tempo o per chiaccherare facendo finta di interessarsi alle persone che ci stanno davanti. Il gioco del “se fossi …”
Se fossi un fiore sarei …. Se fossi un colore … Se fossi una stagione ….

Se fossi un animale … io oggi sarei un pesce.
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Un piccolo pesce, un po’ cicciottello.
Magari con le squame argentee, quasi azzurre, e una bella coda trasparente a forma di farfalla.
Una coda per volare nell’acqua.
“Dove vai Piccolopesce ?”
” Non lo so … “
” Come non lo sai ?  Tu devi saperlo ! Tutti lo sanno dove stanno andando!
E’ ovvio … E’ normale “
Già … e Piccolopesce se ne va guardandosi intorno con aria dubbiosa.
Una conchiglia, un sasso, tanta sabbia bianca e fine.
La codafarfalla sfiora leggera la sabbia.
Ma questa si spaventa, si arrabbia e si gonfia, formando  una nuvola dalla forma di gatto.
“Un gatto ?!?  Ma che ci fa un gatto in fondo al mare ?  Impossibile !  Ma potrebbe anche essere un ….. Gattomarino !!! “.
Il pesciolino si ferma, spalanca ancora di più i suoi occhi tondi e neri. Si guarda intorno, ma  Gattomarino non c’è più.
“Che peccato !  Se n’è andato via … Avrei voluto parlare un po’ con lui.
Chissà quante cose poteva raccontarmi  Gattomarino !”
Piccolopesce riprende il suo viaggio solitario. Ogni tanto si ferma ad osservare le bolle d’aria che salgono verso l’alto .
“Una, due, tre … quattro … sedici …. ventiquattro … trentadue …..
Mi … mi … mi viene sonno.  Ma io sono un pesce e i pesci non dormono. O si ?
Forse posso anche dormire, un pochino. Ecco! Qui va bene. Mi sdraio su questa morbida alga verde.
Ma i pesci si sdraiano ?
Ma che pesce sono se non so cosa possono o non possono, devono o non devono, sanno o non sanno fare i pesci ???  Uffa !!! “
E una miriade di bollicine tremanti per la rabbia scappano, velocissime, verso l’alto.

Oggi Piccolopesce si sente  particolarmente coraggioso  e decide  di cambiare direzione. Invece di muoversi seguendo  una linea piatta orizzontale, perchè non andare su, in alto danzando insieme alle bolle ?
E così Piccolopesce si dà una spinta e dopo un paio di capriole punta dritto in alto. Non sa cosa troverà lassù.
Ma una volta arrivato lo scoprirà. Ne è certo.
La codafarfalla spinge con forza l’acqua , le pinne d’argento si agitano frenetiche facendo mille spruzzi … non si è mai sentito così euforico.
“Che premura !!! Ma dove vai ? “
“Non lo so !  Non lo so !  Ma nuoto, salto, corro, volo …. da qualche parte arriverò !!! “
L’acqua diventa sempre più tiepida, sempre più chiara, dorata …
E ad un certo punto l’acqua non c’è più.
Piccolopesce si trova fuori …. fuori dove ?
Fuori nel nientesenz’acqua.
Rimane lì, come stralunato.
“Sono arrivato,  finalmente …. “
Ma non fa in tempo ad assaporare tutta la sua gioia, che si sente bruciare da un calore infernale. E una luce abbagliante lo acceca. E non riesce a respirare . Annaspa, boccheggia, e più guarda in alto e più si sente morire.
Con un rapido colpo di codafarfalla, si immerge di nuovo.
Per un po’ non riesce a respirare. E’ intontito.
Poi, piano piano, si sente sempre un pochino meglio.
Gli occhi tornano a vedere l’azzurro un po’ opaco, ma rassicurante dell’acqua.
E rimane lì, quasi fermo.
Poi si fa coraggio e guarda su.
E attraverso il velo del mare … finalmente … vede il cielo.
Un cielo pieno di nuvole rosa, dorate, bianche dai mille riflessi, accarezzate dagli ultimi raggi del sole al tramonto.
Piccolopesce scorge nelle nuvole il disegno dei suoi sogni.
Li segue incantato, nuotando lento a filo d’acqua .
Si rende conto che non potrà mai raggiungerli.
Le nuvole diventano sempre più scure. Il sole si tuffa nel mare senza neanche sollevare un piccolo spruzzo d’acqua.
Ma il mare rimane buio lo stesso, chissà perchè.
Anche il cielo ormai è buio, non ci sono stelle … ancora.
Piccolopesce è stanco, ma il ricordo delle nuvole gli rallegra il cuore.
Con un piccolo guizzo si capovolge e torna giù.
Mentre scende Piccolopesce si sente sempre più triste.
I suoi piccoli pensieri si rincorrono nella sua piccola mente, come tante bollicine, e fanno una piccola confusione.

“Ecco, sono arrivato. Sono a casa “
Piccolopesce è stanco.
La codafarfalla è come uno strascico pesante che rende faticoso ogni più piccolo guizzo, ogni impercettibile tentativo di spiccare il volo.
Ma si sa, i pesci non volano …
Piccolopesce si guarda intorno, è tutto come prima, uguale.
“In fondo è bello stare sospeso in questo galleggiante mondo di acqua salata.
Dove i giorni scorrono sempre uguali, indecifrabili, uno in fila all’altro come le perle di una collana.
C’è un grande silenzio. Solo qualche fruscio, qualche tonfo, suoni lontani. Anche le immagini sono sempre un po’ sfocate, confuse … Starò mica diventando miope? Non si è mai visto un pesce con gli occhiali. “

Swiiissschhh   …. swiiissschhh … swiiissschhh ….
E si allontana lasciando dietro di sè tanti piccoli frammenti di luce. Stelle?
Forse …

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aspetto che un frammento di luce

accarezzi il buio di questa notte

che mi protegge, con le sue illusioni,

dalla verità accecante del giorno

buio-

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afa pesante

nasconde i colori

del cielo muto

magritte_4

l’amore passa oltre

verso altre stagioni



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Donne sottili,

lievemente danzanti

in uno spazio indefinito.

Donne illuminate dal candore della pelle

che in nessun modo può essere offuscato.

Pennellate veloci di colore

vestono i loro corpi

tesi in uno slancio vitale.

Donne dalle mani affusolate

delicatamente avvinghiate alla vita.

Donne dagli occhi ridenti,

appena velati da una malinconia pensosa …

Cosa guardano ?

Chi aspettano ?

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papaveri rossi

del rosso caldo dell’allegria

appariscenti più degli altri fiori

vanitosi nel vostro abito di velo

che avvolge un bottone di  velluto nero

volteggiate leggeri nell’ aria calda

come lievi ballerine ritte sulle punte

24

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A volte siamo nuvole leggere …

A volte sembriamo nuvole …

ma, invece, siamo massi grigi e pesanti.


E gli altri

non sanno …

non vedono …

non conoscono le nostre nuvole

non conoscono i nostri pesi

anzi li confondono …

Magritte 1

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e vorrei
sospendermi nel nulla
ridurmi
e diventare nulla.

( F. Battiato )


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limpidi suoni

nel mattino di festa

sole di vetro

hopper - sole del mattino

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Immagini danzano oltre gli occhi chiusi.

Ipotesi di sogno scivolano addosso

nella loro pesante inconsistenza.

Si frantumano nei pensieri

si avvicinano, si allontanano,

mutevoli e fragili,

come onde che sfiorano veloci la riva.

Lì vorrei stare.

Con le mani accarezzare la sabbia.

Socchiudere gli occhi e sorprendere,

in tremanti giochi d’acqua e di luce,

il desiderio di spegnermi in un abbraccio.


mare alba


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Leggeri battiti d’acqua

sul davanzale.

Piccoli suoni

di nessun conto.

Odore di pioggia passata …

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nella conchiglia

ferita dal dolore

nasce la perla

perla

ma l’ anima malata

non sa trovare cura


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Legato ad un filo sottile

tenuto stretto

dalla mano delicata

di un bambino,

un palloncino colorato

sale verso l’alto.


Dondola …

sospira …

scende un poco …

sale un poco …

ma non si può allontanare

non può volare via.

palloncino

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Non riesco a dire la tua assenza

la sento, la vivo dentro di me

in un silenzio buio

pieno di pensieri di te


Ti voglio pensare finalmente tranquilla,

perchè non attendi più con ansia

ciò che non accade.


Ti voglio pensare calma, soddisfatta,

perchè tutto quello che volevi

non ha più nessuna importanza.


Ti voglio pensare senza più rabbia,

perchè nessuno ostacola più il tuo cammino,

ormai sei arrivata, là dove non volevi andare.


Ti voglio pensare senza più dolore,

perchè il tuo corpo non ha più la forza

di trattenere la vita che non c’è più.


Sei felice, ora ?


DSC01345



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dopo la notte

si aprono i fiori

raggi di sole

Fiori-verso-il-Sole-300x225

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ad una pietra

scivolano addosso

acqua e vento

pietre fiume

ma l’acqua l’assottiglia

il vento la frantuma

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Monet---

solo  ricordi  …

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nuvole bianche

anelano l’ azzurro

d’un cielo vuoto

nuvole


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cielo di sera

un volo di rondini

ferisce l’aria

volo di rondini

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Lenta

pesante

inarrestabile.


Si attorciglia dentro

senza fare rumore.

Imprigiona il respiro.

Intorpidisce la mente.

Scava un vortice.

che niente può fermare.


Ancora non ha vinto.

Ancora sta nascosta dentro,

sopita, tremante…

Ma fino a quando ?



Picasso


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muore il buio

risorge nel mattino

la vita nuova

raggio

….   a tutti   Buona  Pasqua

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l’aria risveglia

i petali dei fiori

ora sbocciati


oltre gli occhi chiusi

sogni senza colore

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E’ inutile che ora la mia mente rivesta pensieri, idee, immagini, persone, sogni con pallide maschere nel vano tentativo di far sembrare vero e reale ciò che non è.

E’ inutile fare finta di non capire che il tempo è  passato e ciò che non è stato non può più essere ora.

Mi dicevano:  ”Rimpiangerai …”

Avevano ragione.

Dovrei rendermi conto che chi  posso incontrare ora non è chi non ho saputo cercare allora.

Quello che potrebbe appartenermi adesso è altro rispetto a quello che non ho avuto prima.

Non posso tornare indietro e non riesco ad andare avanti perchè mi manca un terreno su cui allineare i miei passi.

E allora rimango sospesa.

In attesa di un filo d’aria o di una folata di vento che mi portino via.

Da sola fluttuo nel vuoto.

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il cielo ride

vive di nuova luce

vento e sole

C.Monet

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Sul fondo di vetro

di una piccola boccetta

lasciata aperta

rimane soltanto la debole traccia

di un vago profumo

ormai svanito nell’aria ….

azzurri

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Ho l’impressione che abbiano paura.


Paura di strappare una maschera di carta

e vedere un volto sconosciuto.


Paura di rompere un vaso di vetro

sottile come i sentimenti che racchiude.


Hanno paura di doversi fermare a raccogliere i pezzi.


vetro rotto 1

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fragile erba

sottili fili verdi

pungono l’aria

erba

baciano le radici

il buio della terra


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Amore sospeso

in uno spazio rarefatto

senza dimensione

senza tempo.

Amore che sei

come avresti  potuto essere

o dovuto essere.

Amore lontano

ricordo di un sentimento

mai nato allora

quando non c’eri

oltre un’ inutile attesa.

Amore vivo

ora non sai vivere.

Amore racchiuso in un sogno

non puoi esistere.


Natalie_Shau_by_natyradi

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In questi giorni accadono piccole cose che mi fanno capire che i miei pensieri faticano a starsene chiusi dentro la mia testa, ma non possono uscire se non qui. Dalla tastiera allo schermo.

Sul lavoro c’è stato un rinnovamento, nel senso che ci sono ben quattro colleghe nuove e giovani.

Sì, hanno meno di trent’anni … giovanissime, appunto.

Sono molto diverse da noi … noi che abbiamo più di trent’ anni.

Le mie colleghe over 30 manifestano un atteggiamento decisamente ostile nei confronti di internet, facebook … e i blog penso non sappiano neppure cosa siano.

Forse è un’ ostilità determinata da una non conoscenza, ma loro non hanno tempo da perdere con la tecnologia, roba da giovani o da “senza famiglia”.

Oggi una collega under 30, munita di uno di quei telefonini tutto compreso, si collega a internet e con un paio di clic mostra a tutte il suo profilo su fb, commenti, amici, foto anche un po’ … rilassate e succinte, scattate ad una festa dell’ultimo dell’anno, le foto del matrimonio e della luna di miele e poi video e quant’altro.

- Ma come hai 300 e passa amici ?

- Ma tutti vedono e tutti sanno ?

- Ma li conosci tutti ?

E fin qui … Poi quando lei se ne è andata

- Ma ti rendi conto mettere in piazza le sue faccende private !

- E tutte quelle foto con parenti e amici !!!

- Chiedere l’ amicizia a gente che manco sai chi è?

- E tutte quelle frasette … ??

- E come stai ? E  dove vai ?

- E poi hai visto tra gli amici la collega, il tal dei tali , pinco pallino … anche loro … che schifo !!!

Io non sapevo che dire. Cercavo di far capire che in fondo poteva essere divertente, un modo per comunicare … Sì in effetti certe foto personali e private si possono evitare …

Poi me ne sono stata zitta.

Ma che c’è, allora, di più personale e privato di pensieri, sentimenti, emozioni, ricordi, poesie … ?

Come ho già detto nessuno di chi conosco nella vita pratica sa che io ho un blog.

E, dopo la conversazione di oggi, penso che nessuno di loro lo saprà mai. Chissà quanti commenti e risatine farebbero …

Se scrivessi un libro o pubblicassi le mie poesie, si fa per dire, le cose sarebbero diverse ?

Se invece di cercare immagini su google dipingessi quadri o scattassi fotografie, andrebbe bene ?

Io qui ho il mio angolo di libertà, dove posso dire, fare, senza essere imprigionata  nei pregiudizi, nelle maschere.

E mi domando se delle semplici parole possano entrare a far parte, in modo così vero, della mia vita, senza che niente o quasi traspaia.

E poi una  cosa  comincia a farmi male, a disturbarmi: tutte le persone che ho incontrato qui, così vicine nei pensieri, nei sentimenti, nelle emozioni sono inevitabilmente lontane e irraggiungubili .

Ma non sono personaggi di un romanzo, sono persone , come lo sono io e ne ho la consapevolezza.

Persone con qualità e difetti. Che possono riservare delusioni aspre e dolorose, come mi è successo.

Ma che possono essermi vicino e comprendermi come “veri” amici. E io, per quel che posso, sono vicina a loro.

Questa sera su fb, un’ amica domandava se qualcuno volesse prendersi cura della sua pagina, del suo blog nel caso lei …..

Gli amici che hanno commentato, me compresa, hanno cercato di sdrammatizzare e alla fine tutto sembrava risolto … sembrava.

Tante volte mi sono chiesta anch’ io che fine fanno i blog che restano “orfani” .

E chi saluterà gli amici per me ?


blogboard


Sono imprigionata nella rete o sono condizionata fuori ?


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Fili lucenti, sottili,

brillano mossi da  un fiato d’aria.

Rose d’argento stilizzate,

precise nei minimi dettagli.

Spazi uguali segnati da archi concentrici.

La luce illumina

linee tese tra punti fermi.

L’aria s’infila tra i vuoti contigui

di un ricamo trasparente e leggero.

Un insetto silenzioso, solitario,

senza meta apparente,

arresta  il suo volo titubante

su un filo luminoso, sospeso nel sole del mattino.

Un dondolio ritmato, quasi  una danza  leggera.

Un rimbalzo improvviso

e la trama appiccicosa, viscida, lo infastidisce.

Stende le ali, ma le zampe non si muovono.

Si agita, ma rimane prigioniero.

Avviluppato in fili di niente,

che lo strigono con sempre più forza

in un bozzolo di morte, senza scampo.

ragnatela

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ho visto rami

accarezzare lievi

la primavera


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…… ci sarà ancora la primavera in Giappone ?


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Forse è triste, perchè sola percorre il suo cammino.

Forse è offesa, perchè si sono scordati di portarle zucchero e miele.

Forse è gelosa della luna di notte e del sole di giorno.

Forse è in lacrime ….


Oppure è libera, senza meta, senza legami.

Corre lontano, seguendo una luce vuota.

Senza il peso di inutilli fardelli a dare un senso alla paura.

Senza l’ansia  di vane attese ad allungare le ore.


Invece se ne sta seduta, stanca, sul ciglio della strada,

Senza sapere perchè è lì, e non altrove.

Senza essere nè vista nè sentita da chi passa via, veloce.

Senza riuscire a far sentire il suo fragile respiro.


La sua voce sottile, impercettibile,  sussurra.

I suoi occhi trasparenti, raccontano.

Le sue mani  sfiorano, leggere.

Le sue labbra, la sua pelle immaginano dolcezza.


fiore bianco


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Come un pesce sotto il ghiaccio
lasci sopra il mondo
e c’è silenzio, buio e spazi in cui cadere…
Giri la faccia al muro
e non hai forza, non hai peso
non vuoi più sapere…
Il sentimento è fuoco, il fiato colla e tiene insieme
una valigia aperta il cuore
e pioggia e fretta addosso su una barca malandata
si attraversa il mare…

Lascia andare, non tremare
lascia tutto adesso….

Dimmi perchè
hai tutto il tempo e il tempo non ti basta
hai tutto il cielo e il cielo non lo guardi mai
Quel che rimane indietro
indietro lascerai….

Dimmi perchè
hai vento tra le dita e non ti alzi
guardi passare i giorni e non ci entri mai
Lascio una luce accesa
lì ti scalderai…

Vedo i tuoi occhi sotto il ghiaccio
e fanno male…
Voglio parlarti ancora, darti il braccio
e camminare…
Aspetto le tue mani, il tuo sorriso, IL GIORNO IN PIU’
una ragione per andare….

Dimmi perchè
hai tutto il tempo e il tempo non ti basta
hai tutto il cielo e il cielo non lo guardi mai
Quel che rimane indietro
indietro lascerai….

Dimmi perchè
guardi passare i sogni e non ci credi
sul fondo l’acqua è chiara e lì ti specchierai
Lascia andare,non tremare
lascia tutto adesso .. …

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sensazione di irrisolto

di schiacciato dentro

che non vuole uscire

ascolto

mi ascolto

penso

mi penso

ma non riesco a venire fuori

fuori da dove ?

dentro dove ?


sono niente sospesa sul nulla

senza soluzione

Dali Galatea 600X800

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E’ difficile per me parlare, scrivere di lui , di mio padre. Del mio papà.

Sono ormai 19 anni che non lo vedo più, che non sento più la sua voce.

A volte un oggetto, un suono, un odore me lo fanno sentire di nuovo vicino.

A volte nei miei gesti, nel mio modo di fare, di pensare mi sembra di essere come lui.

Dopo la sua morte ho trovato un bigliettino che lui aveva scritto per me.

L’aveva scritto quando io ero ancora bambina, e l’aveva lasciato in un cassetto ad aspettare.

Poche parole che mi riempiono il cuore tutte le volte che le leggo:


……. non devi mai pensare che ti ho lasciato.


Mi diventa sempre più difficile farlo

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fragili onde

desideri di cielo

scesi in terra

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……………..

sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te…

(Jovanotti)

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questa sera

rientrando a casa

avrei voluto incontrare uno sguardo

diverso dal mio

Matisse_Viso

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guarda il gatto

dagli occhi splendenti

la luna fredda



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Vorrei scrivere qualcosa, ma riesco solo a concellare parole, dopo parole …

Neanche i miei pensieri riescono a farmi compagnia.

Mood lifter

Maggie Taylor


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A volte si è alla ricerca di un sorriso.

A volte si cercano lacrime.

Lacrime per placare la sete,

l’ arsura di labbra riarse,

fragili e secche come fiori avvizziti.

Lacrime, per far volare lontano

qualcosa che non esiste,

che non ha definizione.

Un vuoto  inconsistente,

senza volto,

senza nome,

senza motivo.

Natalie Shau -

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Ieri sera ero immersa nella confusione più totale. Una confusione reale, non frutto della mia immaginazione. Una confusione gioiosa.

Uno spettacolo “teatrale” recitato da bambini di sei, sette anni, della scuola primaria.

E’ bello vederli sorridenti, timorosi, sfacciati, commoventi, allegri …Ti guardano seri e poi scoppiano a ridere. Sembra non sappiano cosa fare e poi partono in quarta e tutto s’aggiusta. Parlano,fanno rumore, corrono …

Ognuno di loro affronta le cose in modo diverso. Si intuisce  chi sarà forte, propositivo e chi si lascerà guidare o se ne starà, invisibile, in un angolo. Anche nella vita.

E noi adulti con gli sguardi persi cerchiamo un ordine , una logica, una specie di bacchetta magica che faccia funzionare tutto al meglio, almeno per una sera.

E forse alla fine un po’ di magia arriva perchè non si sa bene come, ma lo spettacolo comincia … procede e … finisce …. Tutto bene.

Bambini-teatro

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aria pulita

piove luce leggera

forse il sole

maggie_taylor_small_storm

Maggie Taylor

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la pioggia cade

su tegole lucide

scivola via


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la pioggia cade

le tegole lucide

la infrangono

PioggiaBattente12


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14  febbraio …. è una data che ricorderò sempre.

Non per l’amore felice o malinconico degli innamorati. No.

Due anni fa, il 14 febbraio è stato il primo di una serie di giorni duri, bui.

Giorni dell’angoscia. Giorni carichi di dolore senza speranza. Giorni dell’abbandono, dell’impotenza.

Ho accompagnato mia madre lungo una strada che inesorabilmente  l’ha condotta via, lontano …

Se n’ è andata. Ho dovuto lasciarla andare. E io mi sono fermata qui, ad aspettare.

magdalena-de La Tour

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fredda nuvola

sollevata dal vento

vola nel vuoto

nuvola fredda

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trasparente

opaca

la luce

a volte mi attraversa

a volte non mi vuole incontrare

volto-di-donna


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mattino presto _

evanescente gelo

copre la terra

brinata

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un canto lieve

appena sussurrato

piume nel cielo

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