Argomenti vari

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ciao ….

 

” ti osservo in silenzio. pensami così.

una presenza costante anche se non si manifesta.

perchè ci sarò sempre.

ho scelto solo un sentiero ma ti guardo camminare sul sentiero accanto.

tu pensa che sto bene, per davvero e finalmente.

sorridimi.

Un abbraccio

fino a sentirti il cuore.

Pensami felice, sereno. vivo.

perchè sono tutto questo.”

Auguri …

"

Natale

 

……..

Guarderò primavere, estati, autunni, e quando
arriverà l’inverno, monotono di nevi,
chiuderò ogni finestra, ogni fessura,
e alzerò nella notte fantastiche dimore.
Là sognerò orizzonti cilestrini
e parchi, e su alabastri zampilli di fontane,
e uccelli che cinguettano sera e mattina, e baci,
e tutto quello che di più infantile
c’è nell’idillio. Tempestando ai vetri
non potrà dal mio tavolo distrarmi la Sommossa,
giacché sarò sepolto dal piacere
di evocare Primavera con la mia volontà,
di tirar fuori un sole dal mio cuore, di fare
un clima di dolcezza col fuoco dei pensieri.

 Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nascita di Gesù e visita dei pastori  (Vangelo di Luca  capitolo 2, 1-20)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».Andarono dunque senz’ indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

 

….

 

Basterebbe una parola bisbigliata e non compresa,

un riflesso strano di luce che fa immaginare persone mai conosciute,

o sentire una canzone già ascoltata di cui non ricordo il titolo,

o un profumo che richiama sensazioni labili e furtive ….

basterebbe un niente

e forse riuscirei ad aggrapparmi a qualcosa

che mi farebbe uscire da questo mare opaco e spento

che da sempre mi circonda.

 

 

Nessuna logica apparente. Come quando si guardano le nuvole correre nel cielo e si intravedono forme fantastiche. Farfalle e draghi, angeli e bambini, navi e castelli incantati …. E tutto è mutevole. Basta un raggio di sole che gioca con un’ ombra di luce e il sogno cambia.
Certi incontri assomigliano alle nuvole. Quanto più sembrano sospesi, fragili, assurdi tanto più sono preziosi ed inevitabili. Come sogni che danno vita al sonno. Immagini idefinite che solo gli occhi dell’anima possono seguire. E’ inutile cercare di trovare un senso nelle parole di un sogno, queste accettano di dare voce a nient’altro che ai battiti del cuore. 
E tutti i pensieri che si attorcigliano nella mente non servono a nulla. Non possono far parte di un sogno. Solo sentimenti un po’ folli  trovano spazio nei sogni.  E la ragione non riesce a cancellare i sentimenti, né  li può sostituire con altri.
Forse solo il tempo potrà dare inizio ….. o fine.

 

 

9 novembre 2011

 

 

 

 

A tutti voi …

con tanto affetto …

 

 

oggi è una giornata pesante, angosciante …

penso …

forse il mio stare sul web l’aver incontrato amici, qualcuno molto vicino alla mia anima, è stato come aver trovato una specie di cuscino che mi ha cullato, consolato, ma che poi alla fine ha soffocato dentro di me tutta questa angoscia che ora sta tornando fuori … e mi riempie gli occhi di lacrime … e mi aggroviglia il respiro …

forse il web non c’entra … sono io che non funziono più … ho paura … mi sembra di essere tornata indietro ai giorni in cui mia madre  stava male … ai giorni dell’ospedale … ai giorni in cui non sapevo come avrei potuto fare … e poi al vuoto … al niente … al suo non essere più con me …

e poi qui, in questa oasi di quiete,  mi sono ripresa … ma forse era solo apparenza … come questo mondo … che io ho creduto vero … che è vero, ma chiuso dentro di me …

e intanto il mondo di fuori si è svuotato … non c’è più nessuno … anche quei pochi che c’erano per abitudine …. e io non ho voglia di cercare nessuno …. e non voglio più nessuno vicino …  e  io non ci sono più …

me ne sto qui, chiusa con i miei fantasmi … con tutto il mio amore per chi non c’è più … per chi ha scelto di vivere fuori da qui  ed ha fatto la scelta giusta  …  perché bisogna vivere  di parole ascoltate … di sguardi … di carezze sulla pelle … di abbracci … di schiaffi … di litigi … di abbandoni … ma che siano concreti …

quante volte te l’ho detto amico mio …

e ora tu l’hai capito … e io rimango qui ad aspettare che questa angoscia passi …

 

No

 

Un pezzo di puzzle è finito per sbaglio nella scatola sbagliata ….

Il bambino di turno si diverte ad incastare i pezzi e forse trova un posto anche per quel pezzo sbagliato.

Il colore va bene, ma la forma non si adatta all’incavo … e allora via ancora nella scatola.

Forse questo è il posto adatto. No, l’azzurro è quello del cielo, non quello del mare … non va bene.

Ecco, finalmente! Qui il colore è giusto e la forma pure!

Ma poi nessun altro pezzo riesce ad inserirsi e intorno resta il vuoto.

E allora finalmente il bambino capisce.

“Questo pezzo è sbagliato … non c’entra niente con gli altri, è capitato qui per caso. Un errore di fabbrica”

Via … 

 

 

Non è che gli altri se ne freghino di me. Semplicemnte tutti hanno la loro vita, fatta di persone, incontri, attività, passatempi, lavoro …  in cui per me non c’è spazio. A volte si sforzano di farmi entrare … ma è impossibile.

E anche io cerco di adattarmi, di cambiare, di sembrare ciò che non sono … e non serve.

Sono capitata nella scatola sbagliata.


 

 

 

 

 

 

Nulla

 

Le stagioni si sono sfilacciate, unendosi una all’altra, in un inseguirsi di giorni sempre ripetitivi e uguali.  

E tutto è fermo immobile. 

E sto, in questo strano tempo mai realizzato, come una presenza scontata.

Normale a tal punto da essere invisibile, assente, silenziosa.  

Che io ci sia o no, non cambia nulla.

Nulla.

E se mi chiedi  ”come va?”  ti rispondo “bene”.

Perchè io non ho niente.

 

che sia Natale 

nel silenzio

del cuore ….

 

 

Ombre

Capire le motivazioni che portano ad agire o a non agire  in un determinato modo …

Essere consapevole della distanza incolmabile tra realtà sognata e realtà vissuta …

Conoscere la differenza tra detto e non detto, tra ascoltato ed immaginato …

Tutto questo razionalizzare non serve a niente, se manca la volontà di strappare dal cuore le illusioni.

E perchè farlo, se poi non si ha la forza di vivere, di cambiare strada, di rompere il guscio ?

Il vuoto sarebbe ancora più lacerante, in una completa assenza di ombre.

 

Guardo indietro … guardo avanti … tutto uguale.

E poi non è neanche così, perchè tante cose sono accadute.

Tante persone mi hanno incontrata.

Tante? A pensarci bene sì, tante. Ma tutte sono rimaste lontane.

Perchè lo hanno voluto loro, ma soprattutto perchè l’ho voluto io.

Perchè sono indolente, pigra, monotona.

Mi affanno solo per cose che non hanno importanza.

Scivolo via, senza far rumore, via da me stessa, via da tutto.

 

 

 

 

poche briciole
saziano un passero
nei giorni freddi

passero1

ma briciole d’amore
feriscono l’anima


il vento batte

suono secco _ tremante

contro il vetro

vento-dalla-finestra

nell’aria canti d’addio

colorati di luce


Non è un sogno o un desiderio. Non è una creazione dei miei pensieri. Io non lo posso in nessun modo controllare.
E’ altro da me. E’ fuori di me. Io non posso intervenire nelle sue decisioni. Non posso dare motivo alle sue parole. Non posso decidere il suo silenzio.
L’ ho incontrato solo nei pensieri. In un rarefatto mondo sospeso. Un mondo senza dimensioni, senza corpo, senza odore, senza pelle.
E allora è facile confonderlo con un sogno, di quelli che sopraggiungono inaspettatati e attesi, quando gli occhi si chiudono, nel giorno che diventa lentamente buio.
No. Non è dentro di me che vive. Non sono stata io a dargli consistenza di fiaba .
Di questo devo prendere consapevolezza.
Non sono stata io a inventare la sua vita, le sue tristezze, i suoi inganni, le sue paure, la sua dolcezza.
Ci siamo solo incontrati, per caso. In una luce bianca e fredda. Immobile e veloce che annulla le distanze, le differenze, il tempo. Che azzera le coordinate. Che impedisce un corretto, ovvio, rassicurante orientamento.
Ed ora, forse, ha preso un’altra strada, che non incrocia più la mia. Forse sono strade che corrono parallele, ma noi le percorriamo seguendo direzioni opposte.
Forse …. un nastro di velo sottile …

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ciao

Non ho risposto ai commenti che avete lasciato ai miei ultimi post. Vi chiedo scusa, ma sono giornate un po’ perse, affannate, già stanche prima di cominciare.

E, tra un impegno e l’altro, mi perdo dietro ai miei pensieri.

Non è una novità questa, ma la costante della mia vita. E chi mi conosce da un po’ lo sa bene :)

Ecco volevo solo dirvi che, anche se non vi rispondo personalmente, vi leggo, vi ascolto, medito sulle vostre parole.

Dico, tra me e me, dopo rispondo … dopo … domani  …  e non lo faccio. :(

Cercherò di rimediare, anche perchè mi mancano le nostre piccole e preziose conversazioni.

Comunque a tutti dico grazie per il tempo che mi dedicate …. :)

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Scrivo per restare sveglia.

Per non assopirmi in queste ore calde che non mi portano nulla.

E allora cerco di prestare attenzione a  quelle  formichine che vanno su è giù frenetiche nella mia testa e mi fanno il solletico. Non so bene cosa siano: pensieri, immagini, ricordi, sogni …

A volte mi prendono in giro. I ricordi si travestono da sogni. I pensieri certi e sicuri sembrano solo miraggi di realtà lontane.

Mettere in ordine, bisogna. Dare un senso logico  …. e perché?

A che servirebbe avere tutto chiaro, definito, organizzato, classificato,  come pastelli messi in fila per gradazione di colore in una scatola nuova, appena comprata, ancora sigillata ?

Ecco scrivere è aprire la scatola e cominciare a disegnare parole usando i colori dell’ anima, della mente e del cuore.

Accostandoli per contrasto o per simpatia …  Mescolandoli, sfinendoli uno nell’altro …   Lasciando spazi bianchi per l’ndecisione,  nuvole grigie per l’assenza, squarci di blù, di giallo, di rosso per i sentimenti, sfumature indefinite per le emozioni …

Scrivere è dare una forma a ciò che ho dentro.

E’ un guardarmi dentro.

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Forse sarebbe meglio dormire …




Non riesco a fare niente, oggi.

Passo da una stanza all’altra. Penso di fare una cosa, poi rimando a domani.

Mi siedo, mi rialzo. Prendo un libro, sono quasi alla fine … da tre mesi ormai. E’ una fine infinita.

Accendo la televisione , non mi interessa …. crollano i titoli bancari. Sarà per colpa del terremoto di ieri sera.

Guardo fuori, in fondo è una bella giornata. C’è caldo, ma non troppo. Un po’ di vento, ma non forte. Splende il sole, quanto basta.

C’è più silenzio del solito, il bar qui davanti è chiuso, oggi è lunedì. Non ci sono mai entrata in quel bar. No … una volta … forse due.

Passeggio a vuoto in internet. Io non navigo. Ascolto vecchie canzoni su You Tube. Lì non manca proprio niente. Puoi trovare l’espressione giusta per ogni emozione presente o assente, passata o perfino futura.

Ripercorro le pagine del blog. Rileggo i commenti … e mi chiedo che  cosa staranno facendo le persone che per qualche minuto, o anche di più, si sono fermate a leggere le mie parole e a lasciare a me un loro pensiero.

Stamattina sono uscita. Il bello o il brutto, dipende dalle circostanze, di abitare in un paese è che ci si può incontrare casualmente per strada. Ho parlato con  diverse persone: problemi di salute, rapporti famigliari, figli, vacanze ….

Adesso suonano le campane, come tutti i giorni a quest’ora … e siccome siamo in estate si sente il monotono, sempre uguale, frinire delle cicale.

Le campane … il loro suono

Le cicale … il loro verso

Come io ripeto sempre le stesse parole … in silenzio.

Caspar David Friedrich (1774-1840), Donna alla finestra

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Inconcludente anima bambina ti sei ritrovata tra le dita qualcosa che non esiste, ma che ti ostini a voler trattenere.

E pensi. Sì! Pensi !  Perchè quelli, i tuoi pensieri, sono come i fili d’erba in un prato: infiniti, attorcigliati gli uni agli altri. Alcuni più alti cercano aria e luce, altri strisciano sulla terra buia, secca e sassosa.

Sì, ti arrendi a queste ore calde, piene di sole bianco, piene di un silenzio strappato al rumore degli altri.

Gi altri che non conosci, che ti sembrano presi da mille cose importanti. Gli altri che trovano il tempo per vivere e tu, che di tempo ne hai troppo, non riesci a riempirlo di vita, di sguardi, di carezze, di quell’amore reale, concreto di cui tutti hanno bisogno. E non riesci a fare. E non riesci a dire. E non riesci a toccare … e non vuoi.

Ti estranei anche da te stessa per paura di trovare un’altra te che arrivi anche lei ad odiarti, a non volerti più dedicare una lacrima di attenzione.

Perchè non fuggi via da questa prigione che piano, lentamente ti sei costruita attorno?

Una prigione dai muri di vetro. Muri senza nè porte nè finestre, da cui si staccano frammenti taglienti, di abitudine, di inerzia, di paura. Una prigione trasparente invisibile pesante.

Perchè nessuno riesce a strapparti via da te stessa?

Dove sono andate le piccole certezze che avevi un tempo ?  Piccole, incerte certezze di niente , che  tu vestivi di astratte illusioni, come ali sciupate di farfalla.

E ti arrendi a questa tua volontà di annientamento. Un’ astuta volontà che sa bene come agire in te. Tutto è normalità, assenza di dolore, assenza di lacrime, assenza di un corpo ….. tutto si risolve in una spietata assenza.

E’ tutto qui.

NatalieShau_03

oggi

Monet---

solo  ricordi  …

E’ inutile che ora la mia mente rivesta pensieri, idee, immagini, persone, sogni con pallide maschere nel vano tentativo di far sembrare vero e reale ciò che non è.

E’ inutile fare finta di non capire che il tempo è  passato e ciò che non è stato non può più essere ora.

Mi dicevano:  ”Rimpiangerai …”

Avevano ragione.

Dovrei rendermi conto che chi  posso incontrare ora non è chi non ho saputo cercare allora.

Quello che potrebbe appartenermi adesso è altro rispetto a quello che non ho avuto prima.

Non posso tornare indietro e non riesco ad andare avanti perchè mi manca un terreno su cui allineare i miei passi.

E allora rimango sospesa.

In attesa di un filo d’aria o di una folata di vento che mi portino via.

Da sola fluttuo nel vuoto.

Video importato

YouTube Video

In questi giorni accadono piccole cose che mi fanno capire che i miei pensieri faticano a starsene chiusi dentro la mia testa, ma non possono uscire se non qui. Dalla tastiera allo schermo.

Sul lavoro c’è stato un rinnovamento, nel senso che ci sono ben quattro colleghe nuove e giovani.

Sì, hanno meno di trent’anni … giovanissime, appunto.

Sono molto diverse da noi … noi che abbiamo più di trent’ anni.

Le mie colleghe over 30 manifestano un atteggiamento decisamente ostile nei confronti di internet, facebook … e i blog penso non sappiano neppure cosa siano.

Forse è un’ ostilità determinata da una non conoscenza, ma loro non hanno tempo da perdere con la tecnologia, roba da giovani o da “senza famiglia”.

Oggi una collega under 30, munita di uno di quei telefonini tutto compreso, si collega a internet e con un paio di clic mostra a tutte il suo profilo su fb, commenti, amici, foto anche un po’ … rilassate e succinte, scattate ad una festa dell’ultimo dell’anno, le foto del matrimonio e della luna di miele e poi video e quant’altro.

- Ma come hai 300 e passa amici ?

- Ma tutti vedono e tutti sanno ?

- Ma li conosci tutti ?

E fin qui … Poi quando lei se ne è andata

- Ma ti rendi conto mettere in piazza le sue faccende private !

- E tutte quelle foto con parenti e amici !!!

- Chiedere l’ amicizia a gente che manco sai chi è?

- E tutte quelle frasette … ??

- E come stai ? E  dove vai ?

- E poi hai visto tra gli amici la collega, il tal dei tali , pinco pallino … anche loro … che schifo !!!

Io non sapevo che dire. Cercavo di far capire che in fondo poteva essere divertente, un modo per comunicare … Sì in effetti certe foto personali e private si possono evitare …

Poi me ne sono stata zitta.

Ma che c’è, allora, di più personale e privato di pensieri, sentimenti, emozioni, ricordi, poesie … ?

Come ho già detto nessuno di chi conosco nella vita pratica sa che io ho un blog.

E, dopo la conversazione di oggi, penso che nessuno di loro lo saprà mai. Chissà quanti commenti e risatine farebbero …

Se scrivessi un libro o pubblicassi le mie poesie, si fa per dire, le cose sarebbero diverse ?

Se invece di cercare immagini su google dipingessi quadri o scattassi fotografie, andrebbe bene ?

Io qui ho il mio angolo di libertà, dove posso dire, fare, senza essere imprigionata  nei pregiudizi, nelle maschere.

E mi domando se delle semplici parole possano entrare a far parte, in modo così vero, della mia vita, senza che niente o quasi traspaia.

E poi una  cosa  comincia a farmi male, a disturbarmi: tutte le persone che ho incontrato qui, così vicine nei pensieri, nei sentimenti, nelle emozioni sono inevitabilmente lontane e irraggiungubili .

Ma non sono personaggi di un romanzo, sono persone , come lo sono io e ne ho la consapevolezza.

Persone con qualità e difetti. Che possono riservare delusioni aspre e dolorose, come mi è successo.

Ma che possono essermi vicino e comprendermi come “veri” amici. E io, per quel che posso, sono vicina a loro.

Questa sera su fb, un’ amica domandava se qualcuno volesse prendersi cura della sua pagina, del suo blog nel caso lei …..

Gli amici che hanno commentato, me compresa, hanno cercato di sdrammatizzare e alla fine tutto sembrava risolto … sembrava.

Tante volte mi sono chiesta anch’ io che fine fanno i blog che restano “orfani” .

E chi saluterà gli amici per me ?


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Sono imprigionata nella rete o sono condizionata fuori ?


E’ difficile per me parlare, scrivere di lui , di mio padre. Del mio papà.

Sono ormai 19 anni che non lo vedo più, che non sento più la sua voce.

A volte un oggetto, un suono, un odore me lo fanno sentire di nuovo vicino.

A volte nei miei gesti, nel mio modo di fare, di pensare mi sembra di essere come lui.

Dopo la sua morte ho trovato un bigliettino che lui aveva scritto per me.

L’aveva scritto quando io ero ancora bambina, e l’aveva lasciato in un cassetto ad aspettare.

Poche parole che mi riempiono il cuore tutte le volte che le leggo:


……. non devi mai pensare che ti ho lasciato.


Mi diventa sempre più difficile farlo

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Ieri sera ero immersa nella confusione più totale. Una confusione reale, non frutto della mia immaginazione. Una confusione gioiosa.

Uno spettacolo “teatrale” recitato da bambini di sei, sette anni, della scuola primaria.

E’ bello vederli sorridenti, timorosi, sfacciati, commoventi, allegri …Ti guardano seri e poi scoppiano a ridere. Sembra non sappiano cosa fare e poi partono in quarta e tutto s’aggiusta. Parlano,fanno rumore, corrono …

Ognuno di loro affronta le cose in modo diverso. Si intuisce  chi sarà forte, propositivo e chi si lascerà guidare o se ne starà, invisibile, in un angolo. Anche nella vita.

E noi adulti con gli sguardi persi cerchiamo un ordine , una logica, una specie di bacchetta magica che faccia funzionare tutto al meglio, almeno per una sera.

E forse alla fine un po’ di magia arriva perchè non si sa bene come, ma lo spettacolo comincia … procede e … finisce …. Tutto bene.

Bambini-teatro

sempre

14  febbraio …. è una data che ricorderò sempre.

Non per l’amore felice o malinconico degli innamorati. No.

Due anni fa, il 14 febbraio è stato il primo di una serie di giorni duri, bui.

Giorni dell’angoscia. Giorni carichi di dolore senza speranza. Giorni dell’abbandono, dell’impotenza.

Ho accompagnato mia madre lungo una strada che inesorabilmente  l’ha condotta via, lontano …

Se n’ è andata. Ho dovuto lasciarla andare. E io mi sono fermata qui, ad aspettare.

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Oggi pomeriggio c’era il sole. Luminoso, chiaro, brillante.

L’aria fredda, pungente.

Ho fatto una passeggiata in collina.

A passo veloce. Volevo togliermi di dosso il peso dei pensieri.

Gli alberi dai rami grigi, scheletriti. I tralci delle viti lunghi e sottili, come fili di ragnatela

I cespugli secchi e arruffati. Lungo il sentiero le foglie, ormai nere e ammuffite.

A tratti, qualche pallida macchia d’erba .

C’era un netto contrasto tra la terra, ancora intristita dall’ inverno, e il cielo … così teneramente azzurro .

Come quando un’anima si trova a vivere una stagione che non le appartiene.

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Per distrarmi, per stare un po’ con altre persone che sono come io dovrei essere, che vivono una vita normale, fatta di cose normali, ho deciso di darmi una mossa e sono andata a fare shopping! E siccome è meglio abbondare, non mi sono accontentata di visitare un outlet, me ne sono sorbita due, in neanche quattro giorni . E uno di questi è il più grande d’ Europa.

Non avevo mai visitato un outlet. Ne avevo solo sentito  parlare da amiche e colleghe che immancabilmente tornavano cariche di sacchi e sacchetti pieni di ogni ben di Dio. E così mi sono lasciata convincere. Perchè no? Almeno posso dire ” Sì, ci sono stata anch’ io”.

In effetti questi paesini finti, tirati a lucido, ordinati e puliti sono carini. Come carine sono le persone che girano per i negozi con l’aria tranquilla di chi non ha fretta. Sembra di essere nel paese dei balocchi. Negozi grandi, tutti uguali, o quasi, pieni di vestiti di ogni genere, borse, scarpe … Entro. Nessuno mi disturba per chiedermi se voglio qualcosa di particolare, posso rovistare dappertutto. Poi esco , rientro e ricomincia la ricerca …. E cammino, cammino, lentamente … chiacchierando.

Fa un po’ freddo, ci fermiamo  in un bar a bere un caffè .

E poi ancora a passeggio tra le grandi firme, le marche più richieste dai giovani, dai meno giovani … insomma tutti sono accontentati.

“Hai visto che sconti ? “.

“Guarda! Bello !!!”

“No, è meglio la borsa di xyzz, anche se costa di più “.

“Questo golf è proprio brutto, al mercato dai cinesi si trova di meglio”.

“500 euro un paio di scarpe??? Ma siamo matti !!!  Però! Sono di  hhiiiwwzzxx …. quasi le compro “.

“Mi sa che hanno ripescato i fondi di magazzino”.

Io ascolto, penso, osservo …

Golfini leggeri, morbidi, piccoli. Maglioni ruvidi, pungenti, grandi e pesanti.

Giacchini striminziti e corti.  Piumini imbottiti che sembrano mongolfiere sul punto di prendere il volo.

Scarpe con tacchi sottili e vertiginosamente alti, con strass e brillantini, altre sportive con spesse suole di gomma nera.

Cappotti, vestiti dalle forme e dai colori più strani.  Alcuni mi sembrano fuori moda. Però io non so bene che cosa va di moda adesso.

Molte persone hanno le braccia cariche di borse. Alle casse c’è quasi sempre la fila.

Anche le mie amiche, senza esagerare, hanno acquistato qualcosina.

E io ?

Niente.


moda

N.B.

la signora nella foto non è una delle mie amiche ….





… inutile sforzarsi di cercare qualcosa che non c’è più.

(Parole non mie,  ma per me)

flash

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A volte, prima di addormentarmi o nel momento in cui mi sveglio,  la mia mente, più libera, viene attraversata da rapidi pensieri, da idee lampo. Per un attimo tutto è chiaro. Vorrei riuscire a fermare quelle intuizioni in frasi, in parole articolate tra loro in modo intelleggibile. Ma, quasi sempre, tutto si frantuma nel sonno o nel risveglio imminente.

Sta di fatto che il pensiero di questa notte  lo ricordo bene:  il silenzio degli altri è la mia punizione.

Mi sembra che le persone che incontro, quelli che per svariati motivi mi vivono accanto, anche se tra di loro non si conoscono, siano d’accordo nel comportarsi tutti allo stesso modo  nei miei confronti. In particolare ad un certo punto non mi parlano più, si allontanano, spariscono, senza nè dare nè chiedere spiegazioni.  A volte perchè proprio non c’è niente da chiedere, da spiegare. Niente.

Vorrei tanto capire come faccio a creare situazioni tali per cui accade  che non c’è più scambio, dialogo, partecipazione, interesse reciproco.

Anche quando i rapporti sono più importanti arriva sempre il momento in cui io vengo cancellata, se sono fortunata per qualche giorno, il più delle volte per sempre.

Comunque nella quotidiana apparente normalità, tutto continua in un modo stereotipato, per abitudine o convenienza.

In effetti, mentre gli altri sono tanti e diversi,  io sono io e basta. Quindi, molto probabilmente, la causa dell’ interruzione della comunicazione  dipende proprio da me. Forse perchè mi comporto sempre in un determinato modo e quindi le risposte degli altri si adeguano alle mie richieste.  Oppure  perchè scelgo sempre lo stesso tipo di persone.  Oppure perchè sono indisponente, noiosa, egoista, poco disponibile ad accettare consigli, pareri ….

Forse non rientro negli schemi. O ci rientro troppo.

O,semplicemente, non piaccio.

E allora ?

Non sono una che dice parolacce, ma qui ci starebbe proprio bene , ma va ….

bugie ?

In queste giornate lunghe, vuote, solo in apparenza, ma in realtà piene, stracolme di parole,di pensieri, di silenzio, mi ritrovo a gironzolare per il web.

Percorro strade conosciute, passo davanti a case di amici. Faccio fatica ad entrare. Rileggo vecchi post che mi tornano alla memoria .

Alcune case dove ci stavo bene, non le trovo più.

Entro anche  nelle stanze della mia casetta. Leggo ciò che ho scritto, guardo immagini, ascolto. Rileggo i commenti.

E poi, quasi per caso, lo sguardo va alla citazione di K. Gibran nella colonna del blog:

“La realtà dell’altra persona non è in ciò che ti rivela, ma in ciò che non può rivelarti. Percio se vuoi capirla, non ascoltare ciò che dice, ma ciò che non dice.”

Quando l’avevo inserita pensavo a me stessa, al mio carattere chiuso, alla mia difficoltà a rapportarmi con gli altri.

Adesso i versi di Gibran risuonano in me anche con altri significati, non del tutto positivi.

Le parole non bastano per conoscere l’ altro e purtroppo, forse, alle “belle” parole non corrisponde una “bella” persona. Conoscere qualcuno solo per ciò che ti racconta, può voler dire non conoscerlo affatto. O averne solo una conoscenza parziale, limitata.

Le parole usate con abilità e maestria possono far credere qualsiasi cosa, possono illudere. E tutto sembra vero, plausibile. Eppure tutto è falso. Nelle parole si può racchiudere un mondo che in realtà non può esistere.

E poi, quando le parole si fermano, arriva il silenzio, che fa comprendere tutto.

E questo è bene, anche se fa male.

Ho scritto cose ovvie, banali, scontate, ma in questo momento, per me, è così.

Non mi va di aggiungere altro.

Basta.

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auguri

gatto.natale

BUON  ANNO  !!!        miao … miao …

Natale




Non ho voglia

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare


Giuseppe Ungaretti

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A  tutti voi che tornate

e siete presenti … nonostante tutto


Buon  Natale

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E’ già qualche giorno che un pensiero mi ritorna più volte alla mente:  è da parecchio tempo che nessuno si arrabbia più con me; né tanto meno io mi arrabbio con qualcuno.

Sorrisi, parole gentili, educati silenzi. Assenza, o quasi, di pettegolezzi.

Tutto fila liscio: sul luogo di lavoro, nel condominio, in paese,  con i parenti ….

Forse perché frequento poca gente ?

Forse perché sono diventata saggia ?

Forse perché evito di espormi ?

O semplicemente, non sono  interessata a ciò che accade intorno a me.

E gli altri, con me,  si comportano di conseguenza.

Tra pochi giorni sarà Natale. Mai come quest’anno mi sento indifferente a tutto.

Eppure sorrido, saluto, faccio gli auguri, compro regali ….

Lo so che è assurdo trovare qualcosa che non va anche in ciò che appare positivo.

Perchè in me deve esserci sempre una specie di tarlo che mi rode l’anima ?

Eppure faccio finta di niente, anzi … forse sono serena.

E nessuno si accorge di nulla.

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1 anno

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Un anno fa scrivevo il primo post di questo blog,

senza avere la più pallida idea di quello che sarebbe successo.

Pensavo di scrivere , di leggere … e basta.

Invece no.

Ho incontrato, conosciuto tante “belle” persone

che sono diventate , giorno dopo giorno,

sempre più importanti.

Tutte in un modo diverso.

Qalcuna in un modo speciale .

Grazie per la vostra amicizia .

Mi avete dato tanto .


Tranquilli !!!

Non finisce qui ………. forse …



tu tuuu … tu tuuu … tu tuuu …

tuuuu …. tuuuu …. tuuuu ….

tu tu tu tu tu  ….

Due lettere. Una semplice sillaba:  TU.

Ripetute in modo ostinato, con ritmi diversi.

Strano che non abbiano ancora pensato di modificare il suono che si sente prima di comporre un numero telefonico, o quando si attende che l’altro risponda, o quando la linea è occupata.

Mille suonerie e un solo TU.

Forse non si può cambiare per motivi tecnici.

Forse nel mondo in continua evoluzione della telefonia, si è voluto mantenere un punto fermo, una specie di tradizione.

O, forse, è una scelta dettata da motivi ….. sentimentali.

TUUU  amico ?  TUUU  ascoltami ? TUUU  ci sei ?

TU TU TU TU TU  … Smettila di rompere! Lasciami in pace! Sto parlando con una persona importante ! Vai via !!!

TU  TUUU … TU  TUUU … Senti come batte forte il mio cuore ?

Me ne rendo conto che è molto profonda ed impegnativa questa riflessione pseudo-filosofica-esistenziale e soprattutto ben si addice a concludere una giornata di duro lavoro .

Quindi passo e chiudo … che è meglio.

fermati

Oggi, o ieri, anche il tempo non ha quasi più senso, mi sono resa conto che le conoscenze che si fanno nei blog sono tutto tranne che virutali.

Nel senso che le emozioni che si provano per le persone che si conoscono qui  si “sentono” potrei dire fisicamente, nel bene  e nel male.

Oggi per me è stato così.

Un susseguirsi di sorprese …

Per ultimo il bisogno di fermare un’ amica, di parlarle e l’angoscia di non riuscire, di non poterlo fare.

“Vederla” passare e non essere in grado di farmi sentire.

Che brutta sensazione … come essere paralizzata, senza voce.

Chi svanisce nel nulla …

Chi vuole esssere più presente …

Chi vorresti aiutare …

E tutto nel silenzio.

Nelle parole scritte.

Nelle immagini.

Nella musica.

Ma tutto lontano, irraggiungibile.

Eppure tutto così presente da far male.

20081023024719-lagrimas4

Lascio a te queste impronte sulla terra

tenere dolci, che si possa dire:

qui è passata una gemma o una tempesta,

una donna che avida di dire

disse cose notturne e delicate,

una donna che non fu mai amata.

Qui passò forse una furiosa bestia

avida sete che dette tempesta

alla terra, a ogni clima, al firmamento,

ma qui passò soltanto il mio tormento.

Alda Merini

impronte

Per ricordare lei

e quelle persone che mi sono state vicino

che ho amato

e che ora non ci sono più

una parte di me non mi appartiene più .

Non so se è un bene o un male.

Cerco un’ alternativa.

Non riesco a trovarla,

ora …

Magritte - The Big Family

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valori

Sabato: non si lavora fuori, ma dentro casa.

Rifaccio il letto, passo l’aspirapolvere, lavo i pavimenti, pulisco per bene bagno e cucina e poi la cosa più noiosa: spolverare e mettere in ordine.

Noiosa perchè io mi perdo, tiro in lungo …. comincio a spostare oggetti, soprammobili, libri da uno scaffale all’altro, per vedere dove stanno meglio o dove è più comodo o dove è più logico che stiano.

E mentre riordino penso, ricordo quando ho comprato un pupazzetto o un inutile vaso di cristallo. Mi chiedo perchè tutti quei libri, in fila in ordine alfabetico per autore, non li ho ancora letti e sono anni che se ne stanno lì ad impolverarsi. E allora ne prendo uno, lo sfoglio, leggo qualche riga e lo rimetto al suo posto. E quante carte accumulate sulla scrivania! Dagli scontrini ai miei appunti , dai quaderni  alle pubblicità e poi penne,  matite, forbici …

Questo lo butto …. questo lo tengo …. lo metto in questo cassetto ….  no meglio in quell’altro.

Mi soffermo a lungo a guardare i volti delle foto nei portaritratti. Sono sorridenti, giovani, fermi in un tempo che non c’è più.

Una spazzolata  anche ai vestiti. Sarà il caso di lavare le ultime cose leggere e preparare i maglioni di lana, le giacche più pesanti.

E allora su e giù dalla scala con bracciate di abiti che cambiano di posto, ma  so già che buona parte di essi rimarrà nell’armadio, perchè tanto io indosso più o meno sempre le stesse cose … e allora perchè li tengo? … non si sa mai … non si sa mai che cosa ?

Negli attimi di pausa, mentre sgranocchio  biscotti, comincio a pensare a quante cose inutili ci sono nella mia casa,  accumulate in anni da me e dai miei genitori. Regali, ricordi di viaggi o vacanze ormai lontane.  Cose inutili, ma che non riesco ad eliminare perchè ci sono affezionata, ognuna è legata ad un avvenimento o ad una persona. Il massimo che riesco a fare è prendere un paio di quei soprammobili impossibili, stile pesca di beneficenza, per intenderci,  metterli in uno scatolone e portarli in cantina.

Comunque raggiungo il massimo della stupidità quando tolgo di torno un portacandele in ceramica non meglio identificata, per mettere al suo posto una scatola in ceramica a fiori, che se ne stava ben nascosta nella credenza.

Finisco di sistemare all’alba delle 18.00 …..  e adesso?

Mi viene in mente il titolo di un film di  Lina Wertmuller   ”Tutto a posto e niente in ordine”.

Per chiudere in bellezza penso …. chissà che fine faranno tutte queste cose quando non ci sarò più io a prendermene cura ?

Lo so, sbaglio. Non posso sempre attorcigliarmi in queste ossessioni.

Devo imparare a dare il giusto valore alle cose e ai pensieri, ma non ci riesco.

Sarebbe meglio avere delle persone di cui prendermi cura, e la prima persona a cui dovrei  dare cura ed attenzione sono  proprio io.

Dopo, anche  oggetti e pensieri troverebbero il loro giusto spazio.

klimt - l'albero della vita

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In questo periodo, le mie giornate scorrono con i tempi sfasati, troppo  lente o troppo veloci.

Stonate.  Piene di rumore bianco.

Si alternano confusione  e calma piatta.

Cose da fare, pensieri, preoccupazioni.

Giro per strada incontro persone conosciute e non riesco a capire chi sono.

Giornate che si calmano, prendono forma, significato  di sera, di notte con il buio.

Non posso staccare la spina adesso, ho appena cominciato.

Un bel respiro lungo, qualche pensiero un po’  più leggero e … avanti .

In un vaso, sul mio  balcone sono sbocciate due piccole tremanti primule, gialle ….

Siamo in autunno vero ? Non capisco più ….

Time

blogosfera

Suona il citofono

” Buongiorno signora, mi chiamo Anna.

Scusi se la disturbo, volevo solo parlarle di ….”

” Grazie, ma non sono interessata. Buongiorno “

Ho messo giù.

Neanche le ho chiesto di cosa volesse parlarmi .

Nella mia mente in una frazione di secondo sono passati i testimoni di Geova, i depuratori dell’ acqua, le agenzie immobiliari, i volantini con le ultime offerte dei centri commerciali, una raccolta fondi per qualche associazione pseudo-umanitaria e perchè no anche un super aspirapolvere …..

Ho ripreso le mie faccende ma intanto ho cominciato a pensare, a pensare, a rimuginare.

In fondo dall’altra parte del citofono c’era una  persona che  io ho cancellato senza neanche darle la  possibilità  di farsi conoscere. L’ ho rifiutata basandomi solo su  mie supposizioni personali. Supposizioni giustificate da esperienze passate, questo è innegabile, ma ….

Perchè tutta questa diffidenza ?

Da tutte le parti ci mettono in guardia dai maleintenzionati, da chi ti vuole imbrogliare, derubare o peggio. Fin da piccoli ci dicono di non parlare con gli sconosciuti, quindi ……..

In effetti un po’ di prudenza è necessaria per sopravvivere. Va bene essere ottimisti, fiduciosi,  ma non si sa mai cosa ti vengono a proporre . Quello che però mi dà fastidio è che io non ho neppure ascoltato. Ho rifiutato qualcosa e qualcuno senza neanche sapere chi e che cosa. Così, per partito preso.

L’esatto contrario, o quasi , di quello che accade nella blogosfera.

Qui si è persone intangibili, o quasi.

Questa intangibilità porta ad essere più liberi di raccontarsi e di ascoltare, se stessi e gli altri.

Tutti possiamo leggere tutto degli altri, si può ascoltare senza essere visti, senza essere costretti ad esprimere un parere, e se lo si fa chi ti risponde si trova a chilometri di distanza …. quindi tutto resta come prima o quasi.

Puoi scegliere con chi instaurare un dialogo, vai in un blog leggi, commenti se c’è sintonia ritorni, se no amici come prima.  Tra vicini di casa, colleghi di lavoro, parenti non sempre si può fare la stessa cosa. Direi quasi mai.

Sarà per questo che in tanti si trovano bene a dialogare nei blog ?

Può essere che la paura del mondo reale faccia sì che una persona si rifugi in questo mondo dove parole, immagini, musica possono essere scelte, manipolate, trasformate a seconda della personalità di ognuno ?

Un mondo dove esiste il confronto, l’ncontro ma sempre mediato da uno schermo e da una tastiera ?

Qui ci si può anche illudere di essere una persona che vale, si può credere di essere una bella persona,  che è accettata per quello che è. I complimenti si sprecano, i consigli, le belle parole pure. Tanta comprensione, amicizia che in ogni caso fanno piacere, gratificano , danno sicurezza una marcia in più per affrontare il dopo.

A me è successo .

E di questo non posso che esserne contenta.

E’ anche vero che ho assistito  a disdicevoli e a volte incomprensibili litigate, con tanto di insulti. Comunque poco a paragone di ciò che accade fuori.


Nessuno di chi mi conosce di persona sa del mio blog, delle parole, dei pensieri che scrivo in queste pagine “inesistenti”.

Chissà cosa penserebbero se sapessero?

Sarebbe meglio smettere ?

Smettere di scrivere o di mantenere il “segreto” ?

festa !?!?

Oggi nel mio paesello è giorno di sagra.

La gente ha cominciato a riversarsi nelle strade già da stamattina.

Tutti camminano lenti, con le facce un po’ allegre, un po’ annoiate.

I bimbi urlanti, assonnati, spaventati, contenti.

La giornata è bella luminosa, fresca.

Il cielo azzurro intenso, e tante nuvole bianche che si rincorrono senza problemi, loro.

Io vorrei scappare. Odio queste giornate di festa forzata.

Comincia la sfilata dei carri allegorici.

Attorniati dai ragazzi che si sono dati da fare giorno e notte per allestirli, passano tutti davanti alle mie finestre.

La cosa che mi sconvolge di più è la musica a volume  altissimo, gli urli , le parole inutili degli strilloni di turno.

Il riumore fa tremare i vetri e il mio stomaco.

Adesso il cretino di turno urla al microfono “Abbassiamo il volume perchè disturba il satellite …. “

Stamattina, sul marciapiedi di fronte hanno organizzato una dimostrazione di spinny (?) non so se dico bene. Insomma quelle bici bloccate al pavimento con una sola ruota e sopra dei forsennati che pedalano al ritmo di una musica incalzante, rimbombante, assordante ….. rimbambente. E davanti l’istruttore che dà gli ordini “pedalate … inizia la salita …. forza …. siamo in montagna …. 30% … 45% …. op …op   DAIIIIIII  ”   E i poverini che oltre a sudare, ogni tanto lanciano urli non so se di liberazione o di … disperazione … Dico io, quando uno scende da lì la prima persona che incontra e gli sorride o se la sposa o la uccide.

Adesso a tutto volume can can  ….  funiculì funiculà ….. bum bum bum bum ….. barabum …

E’ inutile, non c’ho l’età per capire e apprezzare !!!  Peggio per me !

Non sono più ingenua, serena e pronta ad assaporare le sorprese come una bimba;  non sono ancora  matura  a tal punto da trovare appagante la  giocosa  confusione di queste gionate.

Forse qualcuno là fuori mi ha letto nel pensiero ….. un po’ di calma ….. solo il chiacchierio delle voci e un cane che abbaia.

Una cosa che mi piace: questa sera ci saranno i fuochi d’artificio.

fuochi artificiali


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io ?

Salvador Dali

Prima di questo blog non ho mai scritto poesie.
Anche se non so se ciò che scrivo si può definire poesia.
Sono frasi brevi.
Di solito inizio a scrivere ciò che passa nella mia mente senza mediazioni.
Butto i miei pensieri sul bianco dello schermo.
Poi rileggo e comincio a togliere, cancellare, ridurre finchè non resta l'essenziale.
In questo modo è come se facessi pulizia anche dentro di me.
Metto ordine nei miei sentimenti, nelle mie paure, nei miei ricordi.
Poi quando rileggo mi sembra di vedermi allo specchio.
Il più delle volte non mi piaccio, ma sono io.

Ho letto i vostri ultimi commenti.
Ho tentato più volte di rispondere, ma non ci sono riuscita.
E allora dico, semplicemente, a tutti ....
grazie per avermi ascoltata. 

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pensieri

Obbligarsi a recitare la parte di un personaggio stereotipato.

Ingigantire i fantasmi della paura fino a non riuscire più a respirare.

Aspettare un futuro complice del passato.

Rivestire gli altri di maschere, facendoli diventare, loro malgrado, attori in un dramma in cui la trama è tutta prevista.

Conoscere, amare, soffrire solo attraverso le parole scritte e lette nel silenzio delle voci. Parole che diventano l’unica realtà conoscibile dell’altro.

Cercare Dio, ma non capire se l’ assoluto esiste in sè o è solo una creazione della mente.

Realtà intangibili, pensieri, fantasie malate che  determinano, nel bene e nel male, sentimenti e scelte in una vita che ha solo l’apparenza di una normalità senza problemi.

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il caso

Mi sono resa conto che quando sono assillata da pensieri, situazioni, dubbi, incoerenze ….. spesso, quasi per caso, leggo dei libri, incontro qualcuno, capito in un blog o vedo un film che in qualche modo si collegano a ciò che sto vivendo dentro di me.

Ieri sera ho visto “Il curioso caso di Benjamin Button”

Terribile vivere in un corpo che non ti appartiene.

Un’ anima giovane in un corpo vecchio, o viceversa.

Sbagliare i tempi.

Incontrare le persone giuste nel tempo sbagliato.

Il curioso caso di Benjamin Button

“La nostra vita è determinata dalle opportunità perfino da quelle che non cogliamo.”

“La vita può essere compresa soltanto guardando indietro, ma deve essere vissuta guardando avanti.”

“Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto,
per essere quello che vuoi essere.
Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi.
Puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.
Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio.
Spero che tu viva tutto al meglio.
Spero che tu possa vedere cose sorprendenti.
Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove.
Spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi.
Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita.
E se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

Forse tutto un po’ troppo sdolcinato …

Video importato

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disagio

Le vacanze sono finite (finalmente …)
Si ricomincia (purtroppo …)
Sembra una contraddizione, ma per me non lo è.
La mia estate è iniziata ed è finita con due momenti belli; ma nel mezzo c’è stato il deserto, o quasi.
E ora riprende il lavoro con un’ infinità di incognite, di difficoltà che forse si risolveranno o forse no.
Ho rivisto le colleghe. Ho ascoltato tante parole.
Io ascolto. Mi rendo conto di far sempre più fatica a parlare. Penso, vorrei dire, dico e dico male, in modo stentato. Meglio tacere.
Ma non sempre si può. E allora vorrei essere chiara, farmi capire, ma le parole si aggrovigliano ….
Nel pomeriggio ho rivisto un’ amica. La conosco da tempo, ma certi episodi della sua vita tormentata non me li aveva mai confidati. Oggi, come un torrente in piena, anche lei si è sfogata. Ho ascoltato, le ho offerto, per quel che potevo, il mio aiuto, la mia amicizia, la mia comprensione.

Mentre tornavo a casa, ho pensato che forse io non parlo perchè non ho niente da raccontare della mia vita, nè fatti positivi nè negativi.
Il mio disagio non può essere compreso, non rientra negli schemi.

ascoltare

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via

Un saluto a tutti veloce, veloce ….

Per una settimana non vi tedierò più con le mie paturnie.

Parto, vado in …. non ve lo dico.

Forse quando torno.

CIAO

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Stamattina, mentre riordinavo casa, ho acceso la televisione . Uno dei soliti programmi di chiacchiere, forse un po’ più serio degli altri, ma non troppo.

L’argomento mi interessa: avere il coraggio di cambiare radicalmente la propria vita.

Un uomo  che racconta come da giovane ha lasciato un lavoro fisso in banca e la famiglia d’origine per andare in California, a Londra, in Australia …. per incontrare persone nuove e fare esperienze di vita diverse. Poi è tornato ha trovato un lavoro migliore ed ora è felicemente sposato.

L’altro, ingegnere dirigente di non so quale importante società, lascia tutto per dedicarsi alla famiglia. Riesce a creare un’importante azienda vitivinicola famosa in tutta Europa.

Ho pensato, anche io quest’ anno sul lavoro ricomincio tutto da capo con persone nuove e cose nuove da fare. Sempre lo stesso lavoro, però.

Anni fa ho cambiato paese, casa, amici, colleghi. Certo non è come andare in California.  E‘ sufficiente cambiare realtà per trovare se stessi ? Sarebbe troppo facile, o troppo difficile.

La realtà  in cui si vive  può migliorare una persona, gli incontri che si fanno o no, le occasioni colte o lasciate andare ? Penso di sì, ovvio

 Forse basterebbe prendere coscienza che la propria vita, così come la stiamo vivendo, è ciò che si desidera. Accontentarsi.

Non sono saggia.

                               

margherita

                                                                                                           

                                   

                                                        

 

                                                 

                                                                  

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appunti

G. Dorè - ordini angelici
G. Dorè – ordini angelici
 
Oggi mi ha svegliata il leggero rumore della pioggia.
Mi aspettavo una giornata fresca, invece no.
La pioggia è durata poco, ha lasciato il posto a quest’aria umida, pesante.
Un’afa opprimente, bianca.
Nel pomeriggio il sole e adesso non si capisce se sta per venire un temporale.
Anche io mi sento un po’ come questo tempo, indecisa, noiosa, pesante.
Non è una novità.
                                                                                               
Nel pomeriggio sono andata a Messa. Non so neanche più perchè lo faccio.
Forse per abitudine, per cercare di ritrovare delle sicurezze.
Il parroco ha fatto una predica che sembrava una lezione di … di che?
Teologia ?  Ad un certo punto mi sembrava un racconto fantasy.
Ha cominciato parlando dell’assunzione al cielo di Maria in anima e corpo e poi ha continuato facendo ipotesi, che per lui sono certezze, su come tutti noi risorgeremo e “vivremo” nell’aldilà.
Un aldilà che non possiamo immaginare perchè non ha niente a che vedere con … l’aldiqua.
Non ci sarà tempo, spazio, avremo un corpo che non sarà questo, ma sarà …. non si sa.
Non saremo degli spiriti angelici perchè manterremo la natura umana …. saremo spiriti umani (?)
Dobbiamo essere sicuri di questo e non dobbiamo lasciarci forviare da altre religioni che credono nella reincarnazione o dalle teorie della new age …. E via di questo passo.  
Forse io ho semplificato un po’.  Lui ha parlato per più di un quarto d’ora, mentre la  persone, poche, che erano in chiesa non sapevano più come fare per non addormentarsi.
Quando siamo usciti una signora che conosco, guardandomi mi ha detto: “Hai preso appunti ?” e si è messa a ridere.
                                                                           
Io credo in Dio, ma  non sono sempre sicura della mia fede.
In questo momento la mia fede è un po’ vacillante.
Tante affermazioni, verità di fede, mi sembrano frutto di  pura fantasia .
Dico mi sembra. E’ una mia impressione personale.
Ecco forse la cosa che mi dà  più fastidio è proprio quel modo che hanno certi credenti di esporre le loro argomentazioni come se fossero le uniche, autentiche, vere, inconfutabili … dei dogmi, appunto.
                                                                                    
La cosa più assurda è che per anni ho fatto la catechista …… 
e tutti sti dubbi arrivano adesso ….
                                                            
                                                     
                                                                   

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stelle cadenti

 

Perchè mi aspetto sempre che gli altri siano diversi da quello che sono ?
Perchè pretendo dagli altri e non so dare niente ?
                                            
Oggi sono stata a far visita ad un’amica. Le ho chiesto perchè non venisse mai a trovarmi.
Lei mi ha detto che passa davanti a casa mia, vede le finestre aperte  e quindi vuol dire che va tutto bene.
Non ha tempo per fermarsi perchè ci sono altre priorità. 
Ha usato proprio la parola “priorità”.
Come quando ti risponde un call center e ti dicono di rimanere in linea per non perdere la priorità acquisita ….
Evidentemente la mia linea è caduta.
O sono io che ho riattaccato, stanca di aspettare.
                                                                   
Questa è la notte delle stelle cadenti.
Posso esprimere un desiderio …. se lascio il pc e vado a guardare il cielo.
Oppure …. mi butto!
                    
                                                
                                                                                   
                                                     

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Da quando avevo dieci anni una pianta mi fa compagnia, nonostante i traslochi e gli accidenti vari che le sono capitati.
 Si tratta di un cactus, di quelli lunghi, dritti,  con tante spine. Un cactus appunto.
Me lo regalò mia mamma.
All’epoca era piccolino,  stava in un vasetto sul davanzale della finestra.
Poi, lentamente, ha cominciato a crescere.
Gli abbiamo cambiato vaso, pungendoci per bene le mani.
D’estate sul balcone, d’inverno nel vano della scala.
Un anno, due ….. Altro cambio di vaso, perchè l’equilibrio diventava instabile, tanto si era allungato.
Poi a primavera , tra la terra marrone, un po’ di verde, tocco con il dito e …..
Ahi !!!     Ne spunta un altro !!!
Oltre ad  essere alto era diventato anche pesante e difficile da trasportare.
Così abbiamo deciso, a malincuore, di …… tagliarne un pezzo.
Armate di guanti pesanti, stracci, giornali, e coltelli di varie misure  ci siamo messe all’opera.
 Il pezzo tagliato lo abbiamo interrato in un altro vaso e anche lui ha cominciato lentamente a crescere, mentre dalla pianta madre sono spuntate altre  due  gemme ……
Insomma la cosa è andata avanti per anni, tanti.
Quando siamo venute ad abitare in questo appartamento, abbiamo dovuto lasciarlo sul balcone anche d’inverno … al freddo e al gelo.
Si pensava di non ritrovarlo a primavera. Invece no . Ai primi tepori del sole si risvegliava più bello e pungente che mai.
Molte piantine le abbiamo regalate,
Ma un paio sono sempre rimaste con me.
E….. tre anni fa la sorpresa ….. il fiore. Uno. L’unico.
Anche qui è stata una cosa lentissima .
Prima un bitorzolino pelosetto e scuro.
Poi, finalmente, il bocciolo. In un paio di giorni è diventato sempre più grande, tanto  che non riuscivo a capire come facesse a restare attaccato alla pianta. 
E infine è sbocciata una …. stella di petali quasi bianchi, trasparenti e all’interno delicati stami di un pallido oro.
                                    
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Il giorno dopo è appassito.
Sono già passate  due primavere ….. solo spine.
                                         
                                                           

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Oggi sono uscita per adempimenti burocratici.  Io abito in un paese, quindi per sbrigare determinate pratiche bisogna andare in città, dove hanno sede gli uffici competenti.
Alle due del pomeriggio parto. Borsa, occhiali da sole, cartellina con i documenti, salgo in macchina e …. via. Il viaggio di andata fila liscio come l’olio. Alle tre sono già seduta in corridoio ad aspettare il mio turno
L’ attesa dura più di un’ora. Tutto sommato non trascorre tanto male perchè  chiacchiero con una signora. Più o meno siamo lì per gli stessi motivi, quindi possiamo confrontarci e … consolarci a vicenda.
Dopo di lei entro io. L’impiegata è gentile, mi ascolta, mi spiega, scrive al computer, calcola …. poi mi consegna un modulo che dovrò compilare io e poi inviare a chi di dovere per via telematica. OK.  (Poteva anche compilarlo lei …. i dati li aveva tutti …..  mi sa che orami era troppo tardi.  Spero solo di ricordarmi tutto, ma ho i miei dubbi ):
Esco dall’ufficio, raggiungo la mia automobilina e sono pronta per tornare a casa.
“Sono  quasi le sei.  Quasi, quasi vado al centro commerciale che si trova a …. Non è lontano da qui. Così compro la frutta “.
E  qui comincia l’avventura.  Nel raggio di 20 chilometri dal mio paese ci sono parecchi centri commerciali. Io li passo in rassegna a turno, in ordine sparso. Solo che di solito parto da casa per raggiungere la meta.
Penso: ” Non cambia molto basta fare la strada alla rovescia.  
Con qualche aggiustatina ….. “.
Insomma, mi sono trovata a viaggiare sulla tangenziale esattamente nella direzione opposta a quella che dovevo percorrere.  Esco alla prima uscita.   Giro, giro, giro, salgo, scendo ….. rientro … e sono da capo girata dalla parte sbagliata.
Mi arrabbio, mi dico parolacce da sola, sbuffo ….
Decido di uscire dalla incomprensibile, per me, tangenziale. Rientro in città dalla parte opposta. E adesso ?
Proseguo a intuito. Il ponte …. la rotonda ….. leggo (?) cartelli con indicazioni un po’ più sensate e finalmente mi trovo davanti all’ ospedale che, per tristi motivi, conosco bene.
A questo punto ho attraversato il centro, con le sue strade trafficate e poi ,finalmente, sono riuscita a raggiungere la periferia e quindi la provinciale che porta al centro commerciale.
Lascio la macchina al parcheggio, prendo un carrello, entro.
“Sono proprio un’ imbranata ! E per di più cecata” . Continuo a ripetermi . Il fatto è che tra i miei tanti difetti c’è anche quello di essere un pochino  miope.  Quindi per leggere un cartello devo averlo a un palmo dal naso.
“Meno male che non c’era  traffico: sono tutti al mare ! 
E, per fortuna, L. non è poi una grande città”.
Piano , piano mi rilasso e comincio a passare in rassegna i vari reparti. Abbigliamento, elettrodomestici, libri …. quanti !!! Mi sa che sono rimasta quasi mezz’ora a sfogliare, guardare copertine, leggere qua e là . Alla fine ho preso “Il cacciatore di aquiloni” di K. Hosseini. 
Detersivi, oggetti per la casa ….. Non è possibile !?!?  Hanno già preparato gli scaffali con il materiale per la scuola.
Corro a prendere la mia frutta e  un po’ di verdura.  L’acqua minerale, qualche altra cosa tipo cioccolato e merendine che sarebbe meglio evitare, ma tanto cosa cambia ?
Raggiungo la cassa.  Riempio quattro borsone senza neanche sapere come. Pago …..
“Accidenti quanto è cara la frutta !!!!”  Mi prendo in giro da sola.
Esco, carico tutto dentro il bagagliaio e mi avvio verso casa. Sono quasi le otto.
La strada a questo punto la conosco. Mi rilasso guardando il cielo della sera. E’ bellissimo pieno di nuvole dorate di sole.  E il sole un po’ si nasconde.  E l’aria diventa più scura.
Meno male che c’è poca gente in giro, sono tutti in vacanza, o quasi. Altrimenti distratta dal tramonto rischio anche di fare un incidente.
Accendo la radio e sento questa canzone ……
Il testo è semplicissimo, può quasi sembrare banale, ovvio. Ma non lo è affatto.
                           
                                       
Video importato

    

 

 

                                                                                            
 

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                                                       pioggia                                             
                                                       
 
                                                                             
Gironzolo a caso leggendo storie, commenti, emozioni, riflessioni politico- sociali e quant’altro . Mi soffermo un po’ di più in un blog dove si può ascoltare come sottofondo una dolce musica in cui le note si fondono con la voce della pioggia che scende prima lieve, poi sempre più forte …… Leggo, ascolto, rifletto .
Cambio blog …. e il ticchettio della pioggia mi segue.
Ma non è possibile, che succende al mio computer …. sarà un virus ?
Apro un sito a caso …. piove anche lì.
Sarò scema ???
Ho dovuto spegnere il computer per accorgermi che piove fuori dalla mia finestra. Quella vera, non quella del pc.
Questa che sento è pioggia vera, che bagna la tenda ticchettando come le dita sulla tastiera.
A volte la realtà e il mondo virtuale si confondono.
Mi sa che devo stare attenta.
In tutti i sensi.
                                                   
 P.S.                                                                  
Però una cosa  non potremo mai fare in internet: annusare il profumo della pioggia, delle strade bagnate.
                                           
                                       
                                            

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invisibile
Oggi non è giornata.
E’ uno schifo di giornata.
Stamane ho incontrato alcune amiche.
Abbiamo bevuto un caffè sedute al tavolino di un bar, in piazza.
Non faceva neanche granchè caldo.
Tutto bene , dunque. Sì tutto bene, ma io ero distante da loro un’eternità.
Poi a pranzo dai parenti. E poi un pomeriggio in casa a pensare e a non fare niente.
Non è l’essere sola che non mi stà bene, è il non essere compresa dagli altri.
E’ una cosa che forse ho già detto, ho la sensazione che mi facciano l’elemosina un po’ come a Messa quando passano con il cestino delle offerte.
Tutti pronti a fare sorrisi, a dare consigli.  Ma di me non gliene frega niente a nessuno.
Forse sono io che non mi pongo nel modo giusto, che non sono capace di chiedere, di parlare di dire ciò che provo.
Lo so, dal di fuori sembra che tutto vada bene.  Mi illudo anche io che sia così, ma in momenti come questo mi rendo conto che è tutta apparenza.
Io non sono niente per nessuno.
Cioè, sanno che esisto quando mi hanno davanti, poi sparisco.
Sono invisibile.
C’è una fiaba di G. Rodari  che racconta l’angoscia di un bambino che per magia si ritrova  ad essere invisibile. All’ inizio è tutto bello si diverte a fare scherzi ai compagni, alle persone che incontra , ma dopo un po’ arriva al punto di desiderare di essere interrogato dalla maestra o sgridato dalla mamma pur di essere “visto” dagli altri.  Il bambino torna ad essere visibile quando anche lui si “accorge” degli altri.
Quando ho iniziato a scrivere ero angosciata.
Anche adesso lo sono, però ho avuto modo di fare un po’ di chiarezza: i pensieri, uno dopo l’altro si sono aggrovigliati , sfilacciati per poi andare a finire nel ricordo di una semplice fiaba,  e la sua conclusione mi fa riflettere.
E arrivo sempre allo stesso punto.
Sono io che devo cambiare.
Ma non ci riesco.
Oggi no.

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Alcuni commenti mi hanno fatto riflettere sul problema dell’ età.
Si tratta poi di un problema ?  A volte sì, a volte no. Dipende.
Ogni età ha le sue caratteristiche ben definite ed in base a queste si agisce in un determinato modo.  
L’età anagrafica è legata al tempo che passa, inesorabile. E’ legata al nostro corpo che cambia, non sempre in meglio. 
L’età del nostro mondo interiore è determinata dalle esperienze vissute o no, dalle aspettative che abbiamo, dagli incontri avuti o mancati, dalle delusioni, dalle cose belle o tristi, dall’ amore dato e ricevuto, dall’amore negato, dal dolore sofferto … 
Spesso queste “età”, una oggettiva l’altra soggettiva, sono in contraddizione tra loro.
Io alterno momenti in cui mi sento vecchia più del mio stesso corpo, a momenti in cui questo corpo mi pesa e mi è d’impaccio perchè vorrei essere una ragazzina.
Penso a tutte le occasioni perse, penso alla mia infanzia e alla mia adolescenza solitarie che hanno influenzato tutto il mio modo di essere dopo.
Più rifletto e più mi rendo conto di aver vissuto la mia vita sempre nel medesino modo,  a qualsiasi età. 
Vorrei tornare indietro per rifare le stesse cose , ma con uno spirito diverso, più gioioso meno timoroso. Ovviamente non posso farlo.
Un’altra considerazione che a volte faccio è che le persone della mia età (quella anagrafica) non sempre mi piacciono. O meglio non mi riconosco nel loro modo di essere, di fare. Ribadisco, non sempre, ma spesso sì.  A volte mi sento un po’ fuori posto …. sfasata.
Comunque, anche se non sembra, in fondo in fondo sono ottimista, quindi mi auguro di vivere meglio i giorni  che verranno,  indipendentemente dall’età, mia e degli altri.
                                                         
                                                   
                                                   

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parlare

                                                                                                                                                           
In questo periodo dell’anno sul lavoro siamo tutte tese come corde di violino.
Basta un niente, una parola uno sguardo male interpretato e scoppia il temporale.
Può essere un temporale in sordina, grigio e pieno di borbottii; oppure un esplosione di lampi e tuoni.
Sono anni che conosco le mie colleghe e che condivido con loro tanta parte della mia vita, forse la maggior parte. Le conosco bene, almeno credo. Ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti, come tutti.
Con qualcuna penso di avere instaurato un rapporto di “quasi” amicizia, ma non so se è così.
Mi rendo conto di una cosa io vado d’accordo più o meno con tutte. Loro parlano con me, mi raccontano, a volte mi succede di parlare con A che è arrabbiata con B,  l’ascolto e mi sembra che abbia ragione. Poi incontro B che mi dice ciò che pensa e tutto sommato anche lei non ha tutti i torti. Non metto una contro l’altra,  faccio finta di non sapere, ma mi sento falsa.
Comunque a volte mi sembra che siamo come i bambini quando dicono ” Se parli con C non sei più mia amica” oppure ” Non dire a F che ti ho detto questa cosa”
Poi penso che anche le mie colleghe parleranno tra di loro  facendo le stesse considerazioni che faccio io.
                                            
Gli argomenti di discussione riguardano quasi esclusivamente il nostro lavoro, l’organizzazione degli orari, gli ambiti d’ intervento. Ognuna pensa di essere bistrattato , tante mettono davanti i loro veri o presunti problemi famigliari, altre valutano a priori ciò che la collega deve o non deve fare, ognuna pensa di aver lavorato molto di più e molto meglio delle altre,  poi c’è quella che fa finta di non vedere, di non sapere, di non sentire, e l’altra che sente e vede tuttto a modo suo ……
                            
Io non sono diversa da loro, faccio parte del gruppo.
Sono quella che dice sempre di sì, oppure faccio notare le possibili problematiche, ma  non so trovare proposte risolutive.
Qualche volta sono esplosa anche io, ma nei momenti sbagliati e con le persone sbagliate.
                                                         
Poi mi dico ci sono problemi ben più gravi nella vita.
Quindi, sopporto e vado avanti cercando di non recar danno a nessuno. Ma a volte penso di parlare troppo, di influenzare negativamente gli altri con le mie osservazioni.
Non mi piace.  Non mi piaccio.
                                                      

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petali nell'acqua

                                                                                                                                                                                                            
In questi giorni, mentre ero in pausa ad aspettare ….. ho letto i vari commenti, ho osservato ciò che accade e ho pensato.
Cosa ho deciso ? Niente.
Voglio vivere senza pensare, senza pormi interrogativi, lasciando che tutto accada senza il mio intrevento. 
Devo agire in modo responsabile solo nei confronti degli altri, cioè devo fare bene ciò che devo.
Ma  poi ….. basta.
Non voglio preoccuparmi, voglio prendere le cose come capitano.
E se non capita niente, va bene così.
                                                             
Petali caduti nelle acque di un fiume.
Foglie nel vento.
Liberare la mente.
                                                                                     
Oggi è così.  Domani penserò cose diverse. Lo so, non sono coerente.
O forse lo sono troppo.
Non voglio pensare a cosa sarà domani.
                                                                                         
                                                                                                                                        
                      Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini.
                  A ciascun giorno basta la sua pena.   (Vangelo di Matteo   cap. 6, 34 )

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Ho scoperto per caso questa canzone.
Mi piace ascoltarla.

NO

                                                                                 
basta
                                                                                              
                                                                                                                                                                
Quanta falsità, quanto perbenismo, quanta ipocrisia ……
Tutti con il sorriso sulle labbra per nascondere i veri pensieri, le opinioni reali.
Mi rendo conto che certe persone  cercano di vivere secondo i propri interessi mascherandoli, neanche poi tanto, con alti e nobili ideali.
Non mi venite a parlare di servizio alla comunità,  di amore per gli altri,  di aiuto ai più piccoli, di preghiera …
Tutto  per la realizzazione del regno di Dio.
Ma dove ?
Ognuno fa ciò che gli piace fare. Ciò che lo gratifica di più. Ed è anche giusto.
                                                                      
Ma, per favore, non fatemi sentire in colpa se dico di no.
                                                        
Ebbene sì !!!     Sono egoista, individualista, penso solo a me stessa.
                                         
Ogni tanto mi arrabbio, tanto non se ne accorge nessuno.              

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Sulla morte
  
Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di
una persona a noi cara.
 
Non c’è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente
tenere duro e sopportare.
 
Ciò può sembrare a prima vista molto difficile,
ma è al tempo stesso una grande consolazione,
perché  finché il vuoto resta aperto si rimane legati
l’un l’altro per suo mezzo.
 
E’ falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo
riempie affatto, ma lo tiene espressamente
aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra
antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.
 
Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo
in una gioia silenziosa.
 
I bei tempi passati si portano in sé  non come una spina,
ma come un dono prezioso.
 
Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi,
 di consegnarci ad essi; così come non si resta
a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si
osserva in momenti particolari e per il resto lo si
conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.
 
Allora si che dal passato emanano una gioia
e una forza durevoli.
 
D. Bonhoeffer
                                                                                       

          rosa
 
                                                                       
Mamma,
il tuo ultimo giorno
un anno fa
qui
con me.

                                                                             

 

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In questi giorni faccio una fatica terribile ad alzarmi al mattino.
Vorrei dormire …. dormire ….
Poi sono tutta anchilosata, arrugginita, manco avessi cent’anni !
Anche perchè alla sera faccio tardi.
Mi perdo in tanto di niente.
Ieri sera, poi, avevo una riunione. E quando sono tornata a casa ho passato tempo a rimuginare.
Per farmi capire dovrei dire che riunione era, a che titolo ci trovavamo, che ruolo rivestivamo io e gli altri.
No, è meglio lasciare nel vago. Per il momento.
Comunque posso dire che siamo un gruppo di … volontari ? Si forse può bastare.
Facciamo delle attività a favore della comunità. O per la nostra gratificazione personale ? Forse un po’ per l’ una e un po’ per l’altra cosa. In proporzione variabile a seconda del carattere del volontari.
Quello che è emerso , a parer mio, è un grande individualismo.
Ognuno la pensa a modo suo, vede le cose belle o brutte secondo i suoi parametri, sente di aver ragione e va avanti per la sua strada.
Non dovrebbe essere proprio così si dovrebbe collaborare.  In teoria siamo tutti pronti a dare una mano, ma in pratica è più comodo coltivare il proprio orticello senza preoccuparsi di quello del vicino.
Chi dovrebbe tenere le fila è giovane e inesperto, si deve fare, ha poca esperienza ….
Insomma tanta comprensione per tutti, me compresa, ma che palle ……
Quando siamo usciti , facendo riferimento ad un’altra persona, mi hanno detto: “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.” 
Parole sacrosante. Devo cominciare ad aprire occhi e orecchie e valutare ciò che vale la pena fare.
Fosse facile …….
                                                                                     
babymonkey

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paperina55
                                                                                                                                                                                                                         
Affidabili …. raccomandati ?!?
Strane parole. Sanno di carcere,  di associazioni non proprio legali, di persone non proprio corrette.
Sono diverse le situazioni , alcune accettabili altre decisamente disoneste, in cui è possibile raccomandarsi ( se si vuole ).
Ci si fa raccomandare per ottenere un posto di lavoro , per superare un esame, per vincere un concorso.
Una raccomandazione può essere utile quando ci si deve fare curare in un ospedale.
Si fanno le raccomandazioni ai bambini perchè si comportino bene.
Ci si raccomanda nelle preghiere rivolgendosi al buon Dio.
Si può inviare una raccomandata…….
                                                     
E adesso salta fuori che devo raccomandare il  mio blog.
Qualcuno ha deciso che il mio blog è affidabile ( ma sarà  proprio vero ?) e quindi 
mi posso auto-raccomandare ?  A chi ?  Perchè?
Devo  auto-certificare che sono proprio brava e merito di essere letta .
Cioè, dovrei farmi i complimenti da sola per poter essere messa in evidenza.
Scusate, ma la cosa mi piace poco.
Forse la mia autostima è ridotta ai minimi termini, ma preferisco restare nel nascondimento……. 
                                                      
Ditemi se sbaglio.
                                     
O pecco di falsa modestia ?
                                                   
Oppure non ho capito ?

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Oggi ho conversato a dismisura,

per dovere.

Le mie parole  (poche)

quelle degli altri (tante)

mi rintronavano nelle orecchie.

L’argomento ?

Atteggiamenti

caratteri

personalità

qualità

difetti

problemi

soluzioni

complimenti

rimproveri

desideri

speranze

affetto

paure

dubbi

attese

……

Occhi sfrontati

occhi bassi

sguardi irrequieti.

Voci sicure

altre incerte.

Mani che stringono la mia

mani che scivolano via

mani che rimangono al loro posto.

Sorrisi

frasi gentili.

Volti sereni

volti pensierosi.

Alla fine

a ognuno è rimasto

qualcosa

su cui riflettere.

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mare 9

                                                                                                                              
Sono confusa. E questa non è una novità.
Vorrei riuscire ad esprimere i miei dubbi in un modo comprensibile.
Riguardano la fede, la religione.
                                                           
Ecco, ci siamo. Fede e religione non sono la stessa cosa. Può esserci fede senza religione ?
Se  io credo in Dio perchè devo per forza fare riferimento ai precetti di una determinata religione ?
Io sono cristiana cattolica e non rinnego questo mio essere. Però spesso mi chiedo se tutto ciò in cui credo non sia che l’invenzione della mente umana che cerca di trovare una risposta ai tanti perchè, ai tanti dubbi che pervadono la vita di ogni uomo.
Il Vangelo, le parole di Gesù Cristo sono qualcosa di infinitamente bello, giusto, santo. Però …
Anche in altre religioni ci sono principi, idee che possono essere condivisi e accettati.
Se fossi nata in un altro luogo o in un altro tempo e nessuno mi avesse parlato del Cristianesimo al momento della mia morte Dio mi lascerebbe fuori dal suo Paradiso ?
E quanti Paradisi ci sono ? Uno per i Cattolici, uno per i Protestanti, uno per i Mussulmani, un altro per i Buddisti ……… Forse Dio è onnipotente, onnipresente quindi può essere ovunque, in ogni Paradiso.
Stesso discorso lo si potrebbe fare per l’inferno .
E poi ancora la vita dopo la morte, la resurrezione …..
                                                                                
Penso che la fede in Dio possa aiutare ad affrontare le difficoltà della vita. Ma non può ridursi solo ad una specie di cura ricostituente che ci rende più forti.
Nella vita pratica, poi, ci troviamo di fronte anche a  scelte morali.
Dobbiamo scegliere secondo i comandamenti di Dio, o secondo l’interpretazione che ne fanno i vari rappresentanti di Dio in terra ?
Come faccio a capire se ciò che devo fare è ciò che vuole Dio da me, o, è ciò che si adatta maggiormante ai precetti della chiesa ?
                                                                               
Lo ammetto a volte penso che la religione, la chiesa mi diano sicurezza, mi facciano sentire a posto con la coscienza. Perchè cambiare? No, non  lo voglio. In fondo so che non potrei non credere in Dio.
E’ troppo bello pensare, essere consapevole che esiste un Dio che mi ama, che mi pensa, che mi ha voluta, che mi conosce e non mi abbandona .
                                                                                           

Salmo  139

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, gia la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

                                                             

                                                               
Però i dubbi ci sono sempre.
E se fosse tutto una favola ?
Bisogna credere e basta, ma non è sempre facile.
In certi momenti non mi bastano le risposte preconfezionate.

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pasqua_1
                                                                                                                
Ho appena fatto un’abbuffata di ovetti di cioccolato fondente con ripieno alla nocciola.
Mi sento quasi male.
Con il cioccolato non ho mezze misure. Non riesco ad assaggiarne un pezzettino e ad avanzarne un po’ per domani …. dopo ….. 
No, subito !!!
TUTTO !!!
E’ così buono, morbido, dolce e amaro nello stesso tempo  ….

Lo so, non è molto normale. Ma non riesco a farci niente. 
L’unica mia arma di difesa è non avere cioccolato in casa.
E così questa sera salto la cena, non riesco a mandare giù più niente.
In effetti sono passata direttamente al dolce.
                                                                                       
Non ditemi che tutto ciò è segno di carenza di affetto !

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Riflettevo sull’amicizia.
O meglio sui miei amici.
O meglio ancora sui rapporti con quelle persone che mi vivono accanto .
I miei amici sono divisi in settori  non comunicanti.
                                                    
Ci sono le colleghe. Sul lavoro si parla, si ride, ci si confida, si esce qualche volta per una pizza.
Dopo il lavoro ognuno ha la sua vita.
Una di queste persone che io, forse sbagliando, ritengo amica, una volta mi ha detto che lei fa una netta distinzione tra amici e colleghi. E fin qui … 
Ma poi mi ha fatto capire che, secondo lei, una collega non può essere anche un’amica. 
A questo punto ho cominciato a non capire più.
                                                           
Un’ altro gruppo è rappresentato da chi frequenta la parrocchia. Ci si vede la domenica in chiesa, all’oratorio, ai vari incontri . Tante belle parole, tanti sorrisi e poi ognuno a casa sua.
                                                                   
Poi ci sono le persone con cui vado a fare gite, escursioni, visite a musei ….
Con loro il livello culturale si  alza (?)
                                                       
I vicini di casa “Buon giorno”  “Buona sera”  e ognuno a casa sua.
                                                                   
Ci sono i parenti anche loro divisi per gruppi famigliari , gradi di parentela e ….. litigi di vecchia data.
                                                                            
Penso sia tutto normale.
Io mi sento un po’ come una pallina da ping pong.
Rimbalzo di qua e di là.
Cerco di conciliare orari, ruoli, impegni.
Cerco anche di “rubare” le cose belle che ognuno mi può dare.
Cerco di fare io qualche cosa di buono per loro.
                                                 
Ma  poi, per fortuna, ci siete voi,  gli amici bloggers !!!
                                                                                                                  
incomunicabilità

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Ieri e oggi sono state giornate molto faticose !
Ho pulito da cima a fondo la cucina e il soggiorno, ho lavato, stirato, sono andata a trovare mia zia che ha un terribile mal di schiena e per finire oggi pomeriggio sono andata all’ennesimo funerale.
Abito in questo appartamento dal 2005. In questi 5 anni nella mia scala (12 apartamenti in tutto) sono morte 6 persone, tra cui mia madre; nella scala a fianco 1.
Mi sa che tira una brutta aria.
Non sono superstiziosa …. però ….. sembra un bollettino di guerra.
Forse è così dappertutto.
Domani riprenderà con le pulizie, venerdì accompagno mia zia a fare la tac.
Sabato e domenica cercherò di programmare al meglio le attività da fare lunedì, al lavoro.
E i giorni volano.
La gioia, la limpidezza dell’ annuncio pasquale mi sembra appartenere ad un passato ormai lontano, concluso .
Pasqua è stata  una parentesi luminosa . Tutto il resto è grigo.
Non voglio lasciarmi prendere dal solito pessimismo.
Dovrei piantare lì stracci, scopa e detersivi e andarmene a fare belle passeggiate in collina .
Sì,  dovrei …. ma …
Tra i miei tanti difetti c’è anche quello di essere un po’ fissata con l’ ordine e la pulizia (solo un pochino).
Che noiosa che sono !!!
Me lo dico da sola ( anche perchè, qui, non c’è nessuno ).
                                                                                                            
                                                                                               
sara59

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resurrezione_angelicoR375
                                                                          
Coraggio ! Irrompe la Pasqua !
E’ il giorno dei macigni
che rotolano via dall’entrata dei sepolcri.
E’ il tripudio di una notizia
che si temeva non potesse giungere più
e che corre di bocca in bocca
ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.
E’ la gioia delle apparizioni del Risorto
che scatena abbracci nel Cenacolo.
E’ la festa degli ex delusi dalla vita,
nel cui cuore dilaga ora la speranza.
Che sia anche la festa in cui
il traboccamento della comunione
venga a lambire le sponde
della nostra isola solitaria.
                                                                              
Don Tonino Bello

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Domani è Pasqua.
Mi sono armata di buona volontà ho preso il telefono e ho cominciato a comporre numeri.
La zia, la cugina, l’amica, il parente lontano, quello vicino …..
Non risponde nessuno !
Mi son detta:”S’è rotto il telefono. Ecco perchè non suona mai !”
Dopo i controlli tecnici mi sono resa conto che il mio telefono è a posto.
Sono gli altri che non stanno al loro posto.
Tutti a spasso, a fare spese, in vacanza al mare o ai monti, oppure in chiesa a confessarsi ……
Mi dicono che ci sono i cellulari , ma a me non piace disturbare una persona che sta
camminando per strada o sta facendo la fila al supermercato.
Finalmente ho trovato un’amica costretta a casa per curare sua mamma ammalata.
Ci siamo scambiate le solite frasi di rito.
La sua situazione non è facile.
Lei mi ha detto che mi sente serena e che spesso si chiede come faccio a vivere così,
tranquilla nonostante tutto.
Io ho chiesto a lei come fa  ad andare avanti portando da sola sulle sue spalle il peso
dell’assistenza continua a sua mamma.
Ci siamo consolate a vicenda : in fondo siamo forti tutte e due, non pretendiamo troppo
dalla vita, ci accontentiamo.
Per quanto riguarda me non riesco ad esternare agli altri miei pensieri più neri.
Minimizzo, sdrammatizzo, dico le cose velandole con l’ironia.
E poi sarebbe troppo lungo raccontare tutto, spiegare.
Dovrei anche trovare una persona che voglia ascoltare.
Quando prego so che Lui mi ascolta. Io non sempre me ne accorgo.
                                                                                            
mani

 

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temporale 2

Oggi il tempo è stato volubile,

indeciso, confuso.

Stamattina c’era un bel sole,

dopo poco è arrivato il vento con qualche nuvolone scuro.

Poi ancora sole.

Poi quell’atmosfera ferma, bianca, imperturbabile.

Nè sole, nè pioggia.

E adesso finalmente il tempo si è arrabbiato:

tuoni, borbottii e il suono forte ,continuo della pioggia

sull’asfalto.

Guardo fuori.

Verso la collina il cielo è grigio, piombo.

Ma dall’altra parte, a occidente,

la luce è chiara.

Il sole sta tornando a salutare la sera.

Il tempo di scrivere queste parole

e non piove già più.

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O.K.

                                                                                                                                                       
Grazie  a tutti per i consigli.
In effetti è vero quando  navigo in internet perdo la cognizione del tempo.
Ho l’impressione che al prossimo clic potrò trovare la soluzione, la risposta a quello
che cercavo.
Tutto senza fare fatica, o quasi.
Senza compromettermi, senza mettermi in gioco.
Così non va. 
Riflettendo un po’ penso di aver capito che  i blog, internet siano buone opportunità 
quando rendono più vera, più bella la  vita, la  persona.
Ma questo vale per tutte le realtà, dalla famiglia al lavoro, dalle amicizie  alle letture …..
Io vivo  sommersa da voci, immagini, pensieri, cose da fare e da dire, impegni, doveri ….
Devo  scegliere, senza angustiarmi troppo, ciò che è bene per gli altri,
ma anche per me stessa.
Giusto ?
Ora basta ! Il tempo è scaduto !
Alla prossima .
                                                                                                                                 

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bello

                                                                                                                          
Da quando ho scoperto i blog (il mio e  quelli degli altri) una delle prime cose che faccio quando rientro a casa è aprire il computer e vedere se ci sono novità.
La cosa strana è che mi ritrovo, quasi per caso, a leggere pensieri, parole, storie che per tanti
versi mi riguardano. Mi coinvolgono.
Questo mi fa sentire meno sola.
In qualche modo mi sembra di non essere completamente fuori tempo, fuori posto, fuori …..
Mi piacciono anche le immagini che vedo, i suoni, le musiche, le atmosfere ….
Insomma è un bel mondo ! 
Mi sento di ringraziare tutti per questa nuova esperienza.
                                                                                                                                                

rosypup

                                                                                                              
Da qualche parte ho letto che esiste una dipendenza da internet ….
Potrebbe succedermi ?

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Questi giorni sono pesanti.
Mi sento tanto stanca.
Non so, forse sento la primavera.
Oppure mi sono beccata una specie di influenza in ritardo.
Oppure a furia di pensare a cose tristi , dolorose, cariche di malinconia, 
anche il mio corpo si adegua ai pensieri.
Sento dentro un senso di nausea, di vuoto.
Penso alle tante cose da fare in questi giorni di vacanza.
Pulire casa.
Andare a far visite.
Non ne ho voglia.
Vorrei dormire, ma mi viene male anche il dormire.
Mi addormento tardi, mi sveglio, guardo l’ora, mi riaddormento.
Così per due, tre, quattro volte …
Poi è giorno.
E non ho voglia di alzarmi.
Oggi c’era il sole.
Quando sono così il sole mi dà fastidio.
Sono uscita, ho passeggiato un po’.
Sono andata al cimitero.
E’ tutto senza un senso, senza un perchè.
Sono noiosa, ripetitiva, monotona.
Quando vedo scritti i miei pensieri mi domando:
“Ma sono veri ? “
Forse sono tutta una messa in scena. 
Una recita.
Un dramma o una commedia.
E io sono autore, regista e unica interprete.
Quando avrò veramente voglia di cambiare ?

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si

                                                                                                                                            

annunciazione3

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mare
            
Vera infelicità    
                                                                     
La vera infelicità non sa di sé
niente. E’ così. Non puoi addebitarla
a qualcosa. Né a una promessa
non mantenuta, né a una meta
non raggiunta, né a una amore chiesto invano.
                                                                                      
La vera infelicità ti prende per mano
e ti accompagna senza parlare,
e ti può accarezzare o soffocare,
per lei non cambia. La sera
è inutile sperare che si addormenti.
                                                                                      
La vera infelicità tu la senti
come acqua che scende, come sabbia
che la risacca prende e lascia,
eterna, senza tormenti, con meno
angoscia in se
che la gioia.
                                                                                                                           
( Giuseppe Conte, “Dialogo del poeta e del messaggero” Mondadori )
                                                                      
Ho trovato questa poesia, mi piace.
                                                                                       
                                                                                                                         

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Oggi primo giorno di primavera … solo sul calendario.
Pioviggina.  “Sbrunszina” si dice in dialetto.
Tutto è grigio, piatto.
In compenso ho rinnovato un po’ il blog.
                                                                                           
Stamattina sono andata ad un incontro di preghiera in preparazione alla Pasqua.
Il sacerdote ha preso in esame un brano del Vangelo di Marco in cui Gesù libera un indemoniato.
Trascrivo alcuni appunti .
Atteggiamenti che ci fanno comprendere che l’uomo è posseduto dal demonio:
  • non riesce ad abitare in casa sua, con i suoi famigliari, amici
  • non riesce a stare con se stesso
  • non da spazio alla sua interiorità
  • non vuole vincoli
  • non è legato a niente e a nessuno
  • è “fuori”
  • fa continuamente la stessa cosa
  • non si accorge del tempo che passa
  • non sta mai fermo
  • è ossessionato
  • grida continuamente per paura di non essere ascoltato o perchè ritiene di grande importanza ciò che lui dice
  • si fa del male
  • si toglie il gusto per la vita
Quando l’uomo vede Gesù gli corre incontro, si inginocchia. Gesù lo libera.
Lui vorrebbe seguire Gesù , ma Gesù lo rimanda a casa sua, dai suoi. Nella vita di tutti i giorni deve testimoniare la nuova fede.
Ciò che mi ha colpito è che molti atteggiamenti di quest’uomo mi sono, per così dire,  famigliari  (???).
Il sacerdote, poi, ha detto ancora tante  cose …..
Alla fine gli altri si sono confessati, io non ci sono riuscita.

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Vorrei essere più chiara, decisa, coerente.
A volte penso che le persone che mi incontrano non riescano a capire bene quello che sono e che penso.
Anche perchè io mi lascio convincere troppo in fretta, e poi non riesco a dire di no.
Mi adeguo, seguo l’onda, non voglio contraddire nessuno. Penso che l’altro ne avrebbe a male.
E così passo per quella “buona”, in realtà voglio solo il quieto vivere …. voglio essere lasciata in pace.
Non sapevo bene cosa avrei sritto. Ho aperto il blog e ho scritto le prime parole che mi sono passate per la mente.
I pensieri hanno preso forma da soli.
Erano dentro di me ed ora sono qui davanti a me, fuori.

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11 marzo 1992, moriva mio papà.
Tutti questi anni senza di lui, una vita.
Ma lui è ancora qui con me, sono io che a volte lo dimentico.
Mi sono abituata alla sua assenza.
Perchè ?
E’ impossibile portare fiori al cimitero.
C’è la neve.
Allora ecco questa è una rosa del “tuo” giardino.
Ricordi ?
Ciao, papà.
                                                                                                                                    
rosa su

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 gli ultimi bucaneve della mamma febbraio 2008

i "suoi" bucaneve (febbraio 2008)

Oggi è stata una bella giornata,  faceva caldo, il cielo era terso e azzurro.
Questa mattina sono uscita sul balcone e mi sono dedicata alle mie povere piantine che per tutto l’inverno ho lasciato in un angolo, un po’ più riparato, in attesa di tempi migliori.                                 
Con stupore ho trovato un piccolo bucaneve fiorito.
Lo stelo di un tenero verde e il calice bianco, chinato, con delle pennellate di verde sulle punte. 
Quando mia mamma stava bene  andavamo  a passeggiare nei boschi; in autunno alla ricerca di funghi, in primavera a cogliere fiori.
Ricordo  quando l’anno scorso delle signore, amiche di mia mamma, vennero a trovarla.
Lei ormai non usciva più. 
Le portarono un mazzolino di bucaneve. Tra questi ce n’ erano alcuni con la radice. Io li piantai in un vaso.
Dopo la fioritura nel vaso ha preso il sopravvento uno strano arbusto, con delle foglioline tipo prezzemolo, che in autunno sono appassite.
L’ ho lasciato lì.
Adesso anche lui sta germogliando di nuovo.
Ho potato due piccole roselline cercando di ricordare le regole che tante volte mia mamma mi spiegava.  
Lei non era molto paziente e si arrabbiava perchè sosteneva che io non capivo niente. Non riuscivo mai a fare le cose come diceva lei.
Quante cose vorrei raccontarle.
Quante cose, che io non  ricordo, vorrei ancora poter chiedere a lei.
I fiori ritornano alla vita, lei non torna più.
Poi sono tornata al mio lavoro, di tutti i giorni, come sempre, uguale.
   

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sole

cielo

Oggi c’è il sole.
Non fa freddo, anzi l’aria è quasi troppo calda, la luce troppo chiara.
Non ci sono più abituata, dopo tanti giorni grigi e uguali.
Penso che andrò a fare una passeggiata.
Seguo il consiglio di Mr.Loto. 
Non può farmi che bene.
Smetto di pensare e di perdere tempo.
Ciao.

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Video importato

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vuoto

Oggi è stata una giornata vuota e lunga.
 Mi sono alzata un po’ più tardi. Ho riordinato, ma era tutto a posto e pulito e così ho finito presto. Ho sistemato i documenti della banca, le bollette, le ricevute … In settimana devo anche andare in banca. Non ne ho assolutamente voglia. Non ho problemi economici;  non sono ricca, ma i soldi che ho bastano e avanzano. L’ assurdità è che non so che farmene. Stanno lì in attesa di eventuali, futuri problemi. Sempre che io, in futuro, sia capace di gestire la situazione.
Dopo la pausa amministrativa ho pranzato e mi sono messa davanti alla tv. Mi perdo davanti alle storie di adolescenti che vogliono diventare cantanti o ballerini.
Ascolto, guardo. Alla fine mi sono addormentata. E ora eccomi qui, nauseata, vuota senza neanche la voglia di andare a farmi una doccia.
Domani è domenica, non ho ancora ricevuto il solito invito dei parenti per pranzo. Faccio finta di niente. In settimana ho telefonato per sapere come stanno, ma non sono passata a trovarli.

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stanca

 

Oggi ho incontrato una mia vicina di casa ,che non vedevo da mesi, mi ha detto che sembro più giovane. Voleva essere un complimento? O una bugia per giustificare il suo disinteresse per la sottoscritta ? (Visto che stai bene non hai bisogno di nessuno).

Come mi faccio pena.

In una settimana sono morte  due persone amiche . Improvvisamente. Via.

Sono ridicola a preoccuparmi, a pensare a tante cose senza importanza .

Ascolto chi mi parla, penso.

Sono stanca, stanca.

Vuota.

Mantengo le apparenze. Basta.

Vorrei rispondere qualcosa ai commenti, ma non riesco.

Direi solo scemenze.

 

 

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briciole

 

Ho tante cose da fare e mi ritrovo a “perdere” tempo visitando blog  .  Un po’ per caso un po’cercando  parole di comprensione da chi considero un amico/a.

Vorrei tanto che la stessa cosa accadesse “fuori”.

In questi giorni sono rimasta molto delusa da una persona che consideravo e, in fondo, considero tuttora  mia amica.

Nei giorni angosciosi della malattia e della morte di mia mamma lei è stata presente. Se avevo bisogno mi bastava una telefonata ed era qui, andava a farmi la spesa, a prendere le medicine, faceva compagnia a mia mamma  ….

Ma ora non ho più bisogno. Quindi basta una telefonata una volta tanto. Lei ha una famiglia a cui badare e una infinità di impegni in parrocchia.

Lo stesso vale per altre amicizie, sono saltuarie, occasionali come gli incontri con i pochi parenti.

Io mi devo accontentare delle briciole. Briciole di tempo, di affetto, di simpatia, di parole ….

Provo tanta rabbia quando qualcuno mi fa capire che sono “fortunata” perchè non ho doveri familiari, sono libera e posso organizzare le mie giornata come meglio credo senza nessun vincolo.

Già senza niente, o quasi, sola con me stessa.

Un’altra cosa: nessuno sente il bisogno, il desiderio di stare con me.

In fondo non mi dispiace stare da sola, lo sono sempre stata, più o meno.

Non ho mai cercato amicizie, amori …. sono sempre stata una rinunciataria.

Quindi è inutile che mi lamenti.

Vado a fare quello che devo.

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?!?

Si vede che l’antipatia è reciproca.

La nuova piattaforma non ne vuole sapere di pubblicare i nuovi post importati da quella originale.

Li tiene chiusi nel cassetto.

Come faccio a tirarli fuori ???

Per non parlare poi delle immagini…… chissà dove vanno a finire !

Mi conviene aspettare e, come ho detto ieri sera, occuparmi di altro …..

Anche perchè, forse, l’imbranata sono io.

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 Non mi piace ! Non mi piace ! Non mi piace !!!

 Che cosa? La piattaforma del nuovo blog tiscali.

Ci perdo un sacco di tempo, provo, riprovo. Passo da un tema all’altro, uno mi sembra troppo semplice, un altro troppo confuso.

Non riesco a capire tutti quei termini tecnici. Insomma non mi va.

Adesso che ho scritto mi sembra di essere Brontolo il nano di Biancaneve, o quel Puffo che non è mai contento e critica sempre. Più o meno sono la stessa cosa.

E poi penso: perchè perdere tanto tempo con le apparenze, quello che conta è la sostanza (altra frase fatta).

E alla sostanza dovrei pensarci io , con le mie parole, i miei pensieri, le mie idee, i miei sentimenti, i miei ricordi ……. parole astratte che dovrebbero essere la sostanza dell’apparenza, cioè del blog …… mi sto incasinando alla grande.

Perchè complico sempre tutto ? O faccio finta ?

Adesso mi fermo e vado a fare cose più utili.

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grazie

 

 

 Voglio ringraziare quelli che mi hanno “ascoltato”,

quelli che hanno dedicato un po’ del loro tempo per “parlare” con me

Ciao

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Freddo

 

Oggi è una giornata fredda, gelida.

L’umidità arriva fino in fondo alle ossa. Era tanto tempo che non vedevo più i rami degli alberi bianchi di ghiaccio alle quattro del pomeriggio.

Ho freddo dentro.

Pensavo, sono otto mesi che vivo sola in questa casa.

Sono otto mesi che la mia vita va avanti nonostante tutto.

Otto mesi in cui non è successo niente di particolare.

Otto mesi durante i quali ho dimostrato di saper badare a me stessa.

Come ho fatto ?

A volte penso di essere egoista, insensibile.

Mia madre è morta e io continuo a vivere, parlo, mangio, leggo, scrivo, cammino, dormo …..

Non mi sono ammalata, non mi è venuto l’esaurimento, non piango …..

Ci sono momenti durante il giorno in cui sento molto la sua mancanza. E’ come se la vedessi ancora girare per casa, mi sembra di sentire la sua voce.

Penso di sognarla tutte le notti, anche se al mattino sono solo impressioni confuse.

Ripenso alla sofferenza degli ultimi mesi. Ripenso al calvario degli ultimi tre anni.

E’ tutto passato. Lei non c’è più.

E io sono qui. A fare cosa ?

 

 

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Dubbi

 

 

 Da poco tempo frequento il mondo dei blog.

Clicco qua e là.

Mi sembra una cosa strana; sembra quasi di entrare nella vita privata delle persone.

E il bello è che non sono stata invitata a farlo.

Si può conoscere (?) la parte più intima di un individuo: i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi gusti …..

Quello che non puoi sapere con certezza (?) sono le cose più ovvie: il colore dei capelli, la luce degli occhi, il suono della voce, l’età, il sesso, dove vive, cosa fa ….

Forse mi sbaglio ?

E’ TUTTO finto anche quello che sembra autentico ?

Nel mondo reale VEDI  l’ esteriorità di una persona; poi se c’è reciproca fiducia ci si conosce meglio. Ma anche qui è d’obbligo aggiungere ….. forse.

Abbiamo tutti una maschera ?

Sto esagerando.

Sto facendo delle inutili elucubrazioni ……

Sarebbe molto meglio vivere, senza pensare e prendere le cose come vengono.

Penso una cosa: comincio a rimuginare perchè nulla accade.

 

 

 

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Oggi pomeriggio sono andata ad un funerale.

Il sacerdote nella predica ha detto che tutti dobbiamo essere sempre pronti, perchè non sappiamo nè il giorno nè l’ora in cui la morte verrà.

Io nella mia mente ho pensato che la morte è l’unica cosa di cui posso essere sicura, non mi tradirà, verrà all’appuntamento.

E allora bisogna che mi prepari. Ci devo pensare.

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Con l’augurio che nel nuovo anno tutti noi impariamo ad usare il tempo nel modo migliore.

 Non ho tempo      (di M. Quoist)

 “Sono uscito, Signore,

fuori gli uomini andavano. 

Andavano, venivano, camminavano, correvano.

Le biciclette correvano, le auto correvano, i camion correvano;

tutta la strada correva, la città correva, tutti correvano.

Correvano per non perdere tempo,

correvano dietro al tempo,

per recuperare il tempo,

per guadagnare il tempo.

Arrivederci, buon uomo, scusatemi, non ho tempo.

Ripasserò, non posso aspettare, non ho tempo.

Chiudo questa lettera perché non ho tempo.

Mi sarebbe caro aiutarvi, ma non ho tempo.

Non posso accettare perché mi manca il tempo.

Non posso riflettere, leggere, sono schiacciato, non ho tempo.

Mi piacerebbe pregare, ma non ho tempo.

Tu capisci, Signore, essi non hanno tempo.

Il padre di famiglia ha i suoi bambini,

e non ha tempo …. forse dopo ….

Sono malati, hanno le cure da fare

e non hanno tempo …. forse dopo ….

Stanno morendo, e non hanno tempo…

Troppo tardi ! ….. Non hanno più tempo !

Così gli uomini corrono tutti dietro al tempo, Signore.

Passano sulla terra correndo, spremuti, oppressi, sovraccarichi.

E non arrivano mai, manca loro il tempo,

manca loro perfino molto tempo.

Signore, ti sei dovuto sbagliare nei calcoli.

C’è un errore universale:

le ore sono troppo corte, i giorni sono troppo corti,

la vita di ciascuno di noi è troppo corta …

Tu, sei fuori dal tempo,

Tu sorridi, Signore, a vederci lottare con il tempo,

e Tu sai quello che fai,

Tu non sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini.

Tu dai a ciascuno il tempo di fare ciò che vuoi egli faccia.

Ma non bisogna perdere tempo, sprecare il tempo, ammazzare il tempo,

perché il tempo è un dono che Tu ci fai, ma un dono transitorio,

un dono che non si mette in conserva”.

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Domani

I giorni di festa sono quasi terminati. Meno male.

Tra poco tornerò alla normalità                                 .

Cioè alla mia solitudine.

In questi giorni sono stata a pranzo dai parenti. Per loro penso sia stato come fare una buona azione: a Natale bisogna essere buoni e stare vicino alle persone sole, soprattutto se portano regali e cospique mance. Sono cinica ? Forse sì.

Forse non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno.

D’altronde ognuno è l’artefice della propria vita, se così come vanno le cose non mi piace dovrei darmi da fare per cambiare. Ma forse sto bene così.

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Sono in attesa di visite.

Si avvicina il Natale e allora bisogna incontrarsi e farsi gli auguri.

Mi pesano molto queste conversazioni sempre ugali, mi sento prigioniera delle consuetudini. Tutto mi sembra falso.

Quello che le persone fanno per me mi sembra dettato da un senso di dovere nei miei confronti e non da un vero interesse per me.

E io mi sento a mia volta in obbligo e non so come contraccambiare.

La vera solitudine è quando non riesci ad instaurare rapporti autentici, sinceri, veri. Quando non ti fidi delle persone che hai intorno. Quando pensi che ci siano sempre secondi fini.

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Non so di preciso che cosa , perchè e se scriverò .

Quando ero piccola, ricordo, che mi piaceva leggere e mi sarebbe piaciuto diventare una scrittrice. Per anni ho scritto un diario. Ogni tanto rileggo qualche pagina. A volte penso di distruggere tutto, non vorrei mai che fossero lette da altri.

Crescendo mi sono resa conto che scrivere diventava faticoso, dovevo analizzare i miei pensieri, e a volte tutto mi sembrava falso.

Piano, piano mi sono lasciata coinvolgere dalle cose reali da fare tutti i giorni.

I pensieri sono rimasti chiusi dentro.

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